«Il cantiere mi sta rovinando, ho perso i clienti»

«Debiti, abbiamo solo debiti». A dirlo è Giuseppe Catapano, proprietario del Caffè 25, in piazza XXV aprile. Mentre lo dice, all'interno del suo bar tabacchi, nemmeno a farlo apposta, entra un fornitore con una bolla in mano e lui stacca un assegno. Fuori dal locale un paesaggio da esplosione nucleare. Per comprare un pacchetto di sigarette bisogna superare un paio di cantieri, percorrere un pezzo di strada non asfaltata e oltrepassare un piccolo fossato coperto da alcune lamine d'acciaio. Un percorso di guerra. Ma piazza XXV aprile non è stato lo scenario di alcuna battaglia. Sono solo i lavori di scavo per un autosilo da 346 posti a rotazione e 322 per residenti. Fine cantiere: 2008, forse.
«Quando abbiamo rilevato questa attività nel 2004 - racconta il gestore -, qui davanti c'era una piazza, transitavano auto e passanti, la sera i ragazzi si radunavano per il pre-discoteca. Gli affari andavano benissimo, c'era la coda qui fuori, ora, lo vede bene, non c'è nessuno». Poi hanno aperto il cantiere e ora è una distesa di saracinesche abbassate. A guardarsi in giro il paesaggio, effettivamente, è desolante. I fondi vicini sono tutti chiusi e per i viottoli che attraversano le reti dei cantieri, non passa nessuno. «Qualche collega ha lasciato, alcuni fondi erano in vendita ma ora ovviamente non li compra più nessuno» racconta Catapano.
Gli affari per i pochi negozianti che non hanno gettato la spugna, vanno male. «Da luglio dell’anno scorso i nostri introiti sono diminuiti del 30 per cento, chiudendo la piazza al traffico mi hanno rovinato. Chi vuole che venga fino qui, in mezzo a un cantiere? Non mi vedono nemmeno»
Fino a prima dell'inizio dei lavori, nel 2006, in una settimana ordinava 150 chili di sigarette, ora arriva a malapena a 70. In un anno ha venduto, solo di tabacco, 400mila euro in meno. 70mila euro di incasso netto che non sono entrati nel portafogli. Ma Giuseppe cerca di non lasciarsi vincere. Fruga in un faldone di documenti e tira fuori tre lettere raccomandate. «Ho scritto al sindaco Moratti - racconta mostrando missive e documenti -, qualcuno ci deve aiutare. Io non voglio diventare ricco, voglio solo sopravvivere, sennò qui non mi resta che andare dagli strozzini».
Catapano ha rilevato, insieme al fratello, il bar nel 2004 e lo ha risistemato, investendo su questa attività buona parte del suo danaro, ora gli rimangono cambiali da pagare fino al 2011.
«I lavori dovrebbero finire nel 2008, ma già si parla di ritardi. Io non ce la faccio a reggere. Se il sindaco non mi risponde, io vado a Palazzo Marino e le consegno le chiavi del locale. Non è possibile che in una zona così centrale i negozi falliscano». Quello del Caffè 25, non è un dramma isolato. Tutti i negozianti coinvolti nei lunghi lavori di scavo per i parcheggi sotterranei, da piazza Meda a piazza Novelli, vivono una situazione simile. «Siamo in grosse difficoltà - dice il titolare della cartoleria Bottarelli, negozio storico di corso Matteotti -, abbiamo registrato un calo degli incassi che va dal 30 al 50 per cento. È da quando sono iniziati i lavori per il parcheggio di piazza Meda, tre anni fa, che di qui non passa nessuno».