Il cantiere? Poco sicuro e irregolare

Anna Frangione

Estate, la città va in «cantiere»: 50 quelli appena smobilitati e 72 in apertura da smantellare a settembre. Ma c’è ancora strada da fare per garantire il rispetto delle leggi in materia di rapporti e di tutela sul lavoro. È un anno nero per la sicurezza delle maestranze impegnate nel settore edile. In netto rialzo rispetto agli ultimi due anni (solo 8 incidenti nel 2004), le morti bianche in tutta la regione sono state 14, di cui sette solo nella capitale, tre nella Provincia, tre a Latina e una a Frosinone. Ancora nera è la situazione dei lavoratori, spesso senza contratto e senza permesso di soggiorno. Con il proliferare di soppalchi e recinzioni nelle diverse zone della città, le irregolarità sono venute a galla, obbligando il Comune alla rescissione del contratto d’appalto con due ditte edili. Il motivo? Uso di manodopera irregolare. «Si tratta dell’ennesima prova - ha detto Paolo Carrazza, assessore alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale e il Lavoro - che esiste un grave problema di sicurezza e legalità nei cantieri edili».
«C’è un controllo ferreo sui cantieri, secondo la legge 626 - ha detto Walter Veltroni a margine della presentazione dei nuovi lavori in via delle Botteghe Oscure - Nei cantieri diretti dal Comune non abbiamo avuto casi di irregolarità. E comunque le ditte che avevano lavoratori irregolari sono state sospese». Su 21 sopralluoghi solo nel mese di luglio, otto cantieri sono risultati irregolari. Della quotidianità delle infrazioni ne è ben cosciente il segretario generale della Filca Cisl di Roma e Provincia, Stefano Macale.
«L’intensificazione delle ispezioni nel mese di agosto - ha detto Macale - è un segnale per debellare il fenomeno del lavoro nero e le tante irregolarità che quotidianamente si trovano nei cantieri della capitale». Gli uomini dell’Osservatorio Lavoro del Comune mediamente riescono ad ispezionare tre cantieri al giorno. Ma non basta come deterrente al lavoro nero e alla violazione delle norme sulla sicurezza. C’è bisogno di un maggiore coordinamento tra le forze ispettive, per il sindacato. Il problema principale resta l’affidamento di appalti secondo la logica del «massimo ribasso». L’impresa, una volta ottenuto l’incarico, affida in subappalto alcune attività ad altre imprese che impiegano lavoratori spesso extracomunitari, senza alcun controllo.