Cantieri aperti giorno e notte, Pirellone 2 pronto fra un anno

I lavori alla nuova sede della Regione vanno avanti spediti Formigoni: "Puntuali all’appuntamento con l’inaugurazione"

Ancora un po’ di pazienza, please, e al civico 35 di Melchiorre Gioia ammireremo trentanove piani (con tanto di bosco al penultimo) che sono emblema e modello dell’efficienza lombarda. Tra poco meno di un anno, magari il 7 dicembre 2009, si inaugura l’altra sede della Regione Lombardia. Come dire: cronoprogramma pienamente rispettato. Già, la realizzazione prosegue senza sosta, con una squadra di 400 addetti divisi in turni di otto ore e operativi ventiquattrore su ventiquattro: undici piani della torre centrale alta 161 metri sono già completati, le strutture dell’auditorium sono in fase di completamento e, come previsto dal programma lavori, si sta ultimando la posa in opera delle facciate esterne dell’edificio numero 6 e si procede con il montaggio dell’edificio numero 4.
Bilancio che il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni traccia a un anno dalla visita al cantiere del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «I lavori procedono bene e saranno terminati entro un anno, quando contiamo di avere la presenza del capo dello Stato per l’inaugurazione». La nuova sede, continua il governatore, «sarà operativa nei primi mesi del 2010, quando saranno qui unificati tutti i dipendenti di Regione Lombardia: duemila e passa persone che lavoreranno in questa nuova sede simbolo architettonico di un nuovo modo di governare, esperienza qui in Lombardia di reale e concreta trasformazione istituzionale».
La nuova sede della Regione sorge nell’area di 30mila metri quadrati compresa tra via Pola, Algarotti, Melchiorre Gioia e Restelli. E, attenzione, non sostituirà il Pirellone bensì si affiancherà a esso, raggruppando gli uffici della Regione Lombardia che, oggi, sono spalmati in diverse sedi in affitto a Milano. Risparmio di qualcosa come 25 milioni all’anno. «Questa scelta comporta una razionalizzazione del lavoro e un risparmio di tempi anche per i cittadini, le aziende e quanti devono avere rapporti con la Regione e usufruire dei suoi uffici» annota il governatore. Una nuova sede che risponde ai criteri di «accessibilità, trasparenza, bellezza, sostenibilità, semplicità e modernità». Difficile dargli torto osservando il complesso, con la torre centrale alta 161 metri, pienamente inserito nel tessuto urbano grazie a un mix di funzioni non solo amministrative e culturali ma anche di rappresentanza e di svago.
«Così, rendiamo la Regione riconoscibile e sempre più vicina ai lombardi. E così lasciamo alla Lombardia un segno di lungimiranza, concretezza, responsabilità e coraggio nel convogliare volontà e risorse per la costruzione di un luogo in cui i cittadini possano ritrovarsi e riconoscersi» chiosa Formigoni, mentre Infrastrutture lombarde fa sapere che l’«altra sede» è il primo palazzo pubblico monumentale edificato in Italia da mezzo secolo a questa parte, dopo il complesso dell’Eur a Roma. Una sede che, però, per Carlo Monguzzi (verde) è quantomeno di troppo, «con quei soldi si sarebbero potuti costruire 4000 nuovi alloggi popolari», sorvolando strumentalmente su un dettaglio, «quest’investimento crea risparmio - dice la Regione - e risparmio è saggia amministrazione».