Cantieri e isole, primo stop in via Farini

«Non scateniamo favole metropolitane: non è vero che bloccheremo tutti i cantieri e le isole ambientali». Precisazione del vicesindaco Riccardo De Corato per evitare le proteste dei milanesi che continueranno a vedere gru e strade bloccate. La «frenata» richiesta lunedì al sindaco dal vicepresidente di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa, e condivisa a ruota da tutti i segretari del centrodestra, non si traduce matematicamente con lo stop di tutti i lavori in corso. «La Russa - spiega il vicesindaco - ha chiesto di rivedere la tempistica dei lavori laddove è possibile. Se le isole ambientali sono a lotto unico e i lavori sono già partiti non si può frenare niente, perché se li interrompessimo dovremmo pagare una penale. Nel caso di via Farini, però, ci sono due lotti, e si può valutare se far partire subito il secondo o posticiparlo». Diverso sembrerebbe il discorso per le isole di San Siro, Padova e Alberti, oltre a quella dei Navigli che rientra nel piano generale di riqualificazione della Darsena.
Il vicesindaco fa un discorso a parte per tutti gli altri cantieri stradali: «Per quelli che riguardano la realizzazione di parcheggi, ad esempio, se la convenzione è già stata firmata non si può fare un passo indietro. Laddove è possibile, invece, rivisiteremo la tempistica per evitare di creare disagi ai cittadini».
Secondo Manuela Porta, presidente Aniem (piccole e medie imprese edili che aderiscono ad Apimilano), «lo stop ai cantieri sarebbe inutile per i cittadini e dannoso per le imprese edili, che subirebbero una situazione di grave rischio occupazionale». Porta definisce il rallentamento per le isole ambientali e i rifacimenti stradali «una moratoria pre-elettorale, un’operazione con un impatto bassissimo sulla maggioranza dei milanesi interessati ad una città ben sistemata e con infrastrutture di qualità». Invita quindi «sindaco e responsabili dei partiti di maggioranza a valutare con molta attenzione il rapporto rischi-benefici di un’eventuale moratoria».