«Cantieri scuola, ecco come siamo arrivati a oggi»

Provincia di Viterbo Mazzoli e Di Meo ricostruiscono la vicenda

A proposito dell’articolo sulla mancata stabilizzazione dei precari del cantiere scuola-lavoro in Provincia di Viterbo, pubblicato nelle pagine di Cronaca di Roma il 10 novembre scorso, abbiamo ricevuto una lettera dal presidente dell’amministrazione provinciale Alessandro Mazzoli e dall’assessore Stefano Di Meo, che qui di seguito pubblichiamo.
«Per evitare di fornire solo una versione di parte sui cantieri scuola-lavoro della Provincia di Viterbo - quella del consigliere Francesco Battistoni - riteniamo utile ricostruire, documenti alla mano, l’iter seguito per la loro costituzione.
L’11 dicembre del 2003 una delibera dell’allora giunta guidata da Giulio Marini, della quale Battistoni faceva parte, prevedeva per l’anno successivo l’avvio di un cantiere scuola finalizzato all’occupazione di 28 unità, delle quali 18 nel settore strade e 10 nella polizia provinciale, finalizzato alla stabilizzazione per almeno i tre quinti. Il 27 ottobre 2004 i cantieristi iniziano a lavorare. Nel frattempo però il responsabile dei servizi finanziari della Provincia aveva sollevato riserve sull’aspetto economico del progetto, rilevando il 9 gennaio 2004 che “per l’esercizio 2006 manca la copertura finanziaria per la stabilizzazione”. Parere confermato dalla relazione del collegio dei revisori dei conti sul bilancio 2004, redatta il 5 marzo, in cui si legge: “L’eventuale stabilizzazione finale comporta per l’anno 2006 la necessità di reperire adeguate risorse finanziarie, attualmente non individuate”. I fondi allora disponibili a Palazzo Gentili, dicevano dunque i tecnici, bastavano a coprire i costi per i 28 cantieristi solo per il 2004 e il 2005, mentre la normativa ne prevedeva l’assunzione dopo due anni. Tutti i presupposti, quindi, dimostrano che il cantiere avviato dalla giunta Marini si sarebbe dimostrato un disastro annunciato per i lavoratori.
Inoltre, in barba a tutti i rilievi economici, lo scorso anno - tre giorni prima del turno di ballottaggio per l’elezione del presidente della Provincia - si è deciso comunque di ampliare l’iniziale cantiere a ulteriori 18 unità, per un totale di 46. E qui viene da chiedersi come l’allora giunta Marini intendesse stabilizzare questi altri cantieristi, sapendo già che non avrebbe potuto farlo per gli originali 28.
Ma veniamo a oggi. Il consiglio provinciale si è espresso all’unanimità per chiedere alla Regione Lazio il cofinanziamento della proroga di un anno per tutti i lavoratori dei cantieri scuola. Negli ultimi mesi però le competenze in materia sono passate dalla Regione alle Province. Di conseguenza, sia l’eventuale proroga, sia la stabilizzazione ricadono ora completamente sulle casse di Palazzo Gentili.
Il primo gruppo di cantieristi sta ultimando le giornate lavorative proprio in questo periodo, il secondo lo farà tra pochi mesi. Questa amministrazione ha ereditato dalla precedente anche lo sforamento del patto di stabilità, che, precludendo ogni nuova assunzione, di fatto impedisce la stabilizzazione per l’anno in corso. In questi giorni abbiamo incontrato i lavoratori, illustrando loro tutta la situazione e spiegando ai diretti interessati che la giunta sta studiando la soluzione più equa possibile per risolverla. Senza creare false illusioni, ma ragionando su dati oggettivi, ovvero sulla base dei termini di legge e sulle risorse con le quali l’ente si trova a dover fare i conti».