Cantina-dormitorio cinese: 27 letti in 45 metri quadrati

Un ennesimo tugurio dove vivevano immigrati cinesi stipati come sardine è stato scoperto dagli investigatori del commissariato Sempione, che da tempo si stanno impegnando nel settore, in via Mussi all’interno della Chinatown milanese: nella lurida cantina collegata a un piccolo monolocale vivevano 27 cinesi. Il conduttore dell’abitazione, un cinese, è stato denunciato per sfruttamento dell’immigrazione clandestina; è invece risultato estraneo ai fatti il proprietario italiano che aveva presentato un esposto e rescisso il contratto tramite avvocato.
Sedici cinesi, di cui una dozzina appena giunti dall’estero, sono stati indagati perché senza permesso di soggiorno.
Pagavano dai 10 ai 20 euro al giorno per dormire in spazi angusti privi di finestre e luci. Gli investigatori hanno spiegato che nel contrasto al fenomeno molto importante è risultato il poliziotto di quartiere nella logica di una sicurezza partecipata.
Un altro caso simile è stato reso noto dal vicesindaco Riccardo De Corato. Dieci cinesi abitavano in una sessantina di metri quadri e lavoravano in nero in cambio dell’alloggio. È stato denunciato il proprietario. L’appartamento-dormitorio è stato scoperto questa mattina in via Aicardo 10, zona sud di Milano, dal Nucleo tutela trasporto pubblico della polizia municipale.
Al momento del blitz sono stati trovati dieci cinesi, di età intorno ai 25 anni, di cui 4 clandestini. Il proprietario, un cinese di 33 anni, ha dichiarato di aver concesso l’alloggio «gratuitamente» in cambio di prestazioni di lavoro in nero nel suo ristorante. È stato denunciato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.