Cantina Tramin, nella patria del Gewürztraminer

T ramin è l'unica località italiana a dare il nome a un vitigno internazionale: il Gewürztraminer (ovvero Traminer Aromatico), che poi ha trovato maggiore gloria in Alsazia come vino superaromatico. Ma Tramin (Termeno in italiano: siamo in Alto Adige, terra bilingue) resta un grande luogo del vino italiano. Il luogo più rappresentativo è la cantina cooperativa che porta il nome della località: una realtà da quasi due milioni di bottiglie l'anno ma che - contrariamente all'idea della coop vinicola che si ha nel resto dell'Italia come luogo di produzione massiva e livellata verso il basso - dà risultati ottimi e spesso eccellenti.Partiamo - e come non avremmo potuto? - dal Gewürztraminer. Che la Cantina Tramin produce in una versione base assai piacevole, in una versione da vendemmia tardiva denominata Terminum e in quello che è il vero vanto aziendale, la selezione Nussbaumer che molti critici (compreso indegnamente anche colui che verga questa rubrica) considerano il migliore Gewürztraminer italiano. Un vino che affina una quindicina di mesi tra acciaio e bottiglia ed esce da questa gavetta sorprendentemente profumato di fiori, frutta gialla matura, frutta esotica, buccia di limone, erbe aromatiche, spezie di ogni genere (cannella, zafferano, noce moscata). In bocca è carnoso, masticabile, intensamente aromatico ma con una mineralità che lo riscatta e lo rende assai persistente.Altra grande selezione il Pinot Grigio Unterebner, a cui la sosta in legno dona una suadente burrosità che però non ne intacca la spina acida e nervosa. Eccelsi anche i tre uvaggi. Il bianco Stoan (Chardonnay, Sauvignon, Pinot Bianco, Gewürztraminer), il rosso Loam (Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot), la vendemmia tardiva Roan (Gewürztraminer e Riesling).