«Canto antiche melodie che stupiscono ancora»

Ha rinunciato al facile successo pop per giocare su altri piani con la sua voce dalla fervida individualità espressiva e dalle mille sfumature cromatiche. Antonella Ruggiero - tra il recente e sofisticato album I regali di Natale, i classici song di Broadway e i brani in dialetto - vola alto nell’empireo delle voci italiane che contano e, alla faccia di Sanremo, giovedì tiene un concerto per intenditori al Blue Note di via Borsieri 37 con la classica band che vede in prima fila il grande pianista Mark Harris. «Un riassunto della mia visione musicale e dei vari percorsi che mi hanno portato fin qui», sottolinea Antonella.
Sfida il Festival?
«Oramai siamo mondi lontani. Sono felicemente al Blue Note e poi torno a Berlino, che oggi è la mia casa. Da sei anni ho trovato casa vicino alla vecchia sinagoga; è il luogo ideale per il mio stile; tranquillo, creativo, con locali semplici e accoglienti, teneramente curati senza bisogno di chiamare designer modaioli. E c’è tanto spazio per i giovani e per la musica».
Mai avuto ripensamenti dopo aver lasciato i Matia Bazar?
«La band è un bel ricordo che porto sempre con me, ma per la mia carriera andarmene è stata una benedizione, come smettere di camminare sui sanpietrini e correre su di un prato verde».
Quindi sempre meno pop e percorsi più colti.
«Cerco sempre canzoni che mi stupiscano, e il pop stupisce e incanta sempre meno, perché sempre più preso dall’ansia di vendere il prodotto. L’arte deve essere ricerca del nuovo, se diventa “ovvio” è la fine».
Perciò ha inciso il doppio cd I regali di Natale rileggendo la sua infanzia attraverso i canti della tradizione natalizia?
«La mia infanzia ma soprattutto la storia della canzone natalizia dal Medioevo agli anni Quaranta. Poi tutto è cominciato a cambiare a velocità supersonica, per arrivare ad oggi dove tutto è dominato dal commercio e lo “stupore” è sempre più difficile da trovare».
E lei dove lo cerca?
«In antiche melodie come in suoni contemporanei o in un vecchio libro; tutto ciò che mi tocca dentro e mi porta a nuovi livelli espressivi».
Lei ha un pubblico fedelissimo.
«E molto variegato, cui mi dedico con estrema cura, non vorrei mai deluderlo».
Progetti?
«Ho un album già pronto di brani inediti ma i concerti e gli impegni mi impediscono di terminarlo. Quando sarà perfetto lo farò uscire».