Canzoni e gag in agrodolce: ecco il mondo di Gianluca Guidi

Non fossimo in Italia Gianluca Guidi sarebbe una star dello swing, un cantante pop jazz che riempie i casinò. Da noi è un buon performer (cioè poliedrico interprete di canzoni e attore di teatro e tv) che cerca, ora faticosamente ora molto spiritosamente, di affrancarsi dall’ombra di papà Johnny Dorelli. Spigliato e arguto, Gianluca si mette in gioco raccontando la sua storia artistica e familiare nello spettacolo E sottolineo se. Ovvero la resistibile ascesa di Gianluca G, elaborazione di spettacoli prodotti da Proietti come Chiacchierata informale. In giro per l’Italia e ora al Nuovo di Milano Guidi gioca tra autoironia, amarcord, fantasia raccontando aneddoti di «un bambino nato vecchio», della «rivalità» con papà, dell’amore per Sinatra inframmezzando le gag con omaggi canori alla tradizione (il tutto sottolineato da risate e applausi del pubblico anche se resta un retrogusto un po’ amaro) come My Funny Valentine, How High the Moon e New York New York che parte «alla Giuseppe Verdi» con l’ottima orchestra di Riccardo Biseo.