«CANZONISSIMA», SHOW DI TALENTI

Canzonissima era nata nel 1958 da una brillante idea di Garinei e Giovannini, ma non ha sempre avuto lo stesso, grande successo. L'edizione del 1959 con il trio Delia Scala-Nino Manfredi-Paolo Panelli era stata la punta più alta, quella del 1962 con la coppia Dario Fo-Franca Rame, poi sostituita da Tino Buazzelli e Sandra Mondaini, la più controversa e la meno apprezzata dal pubblico. Pur essendo abbinata alla Lotteria di Capodanno, il successo era determinato dal talento e dalla personalità dei suoi conduttori. L'edizione del 1971, con una media di 25 milioni e mezzo di spettatori e punte addirittura di 29, è rimasta di gran lunga la più vista e anche una delle migliori dal punto di vista della qualità. Gli autori, Castellano e Pipolo, e il regista Eros Macchi, uno specialista degli show di successo, erano riusciti a mettere insieme un trio, Raffaella Carrà, Corrado e Alighiero Noschese solo apparentemente poco omogeneo ma che, invece, si rivelò di straordinaria comunicativa. Raffaella Carrà rappresentava, con il suo fisico da sana ragazza romagnola, una bellezza genuina e alla portata di tutti. Per di più era l'immagine dell'ottimismo quando cantava la sigla musicale «Chissà se va, ma sì che va, e se va tutto cambierà... la vita è tanto bella». Il popolare Corrado era un conduttore ironico e autoironico, talvolta graffiante senza però cadere nella volgarità, ma era anche abilissimo a trovare quei toni confidenziali che incantavano il pubblico. Alighiero Noschese era l'uomo dai mille volti e dalle mille voci, in grado non di imitare, ma di reinventare i personaggi della tv, della politica, del cinema e della canzone con un mimetismo e con un senso della satira ineguagliato e, probabilmente, ineguagliabile. Noschese era considerato l'erede di Fregoli e, secondo chi aveva visto il famoso trasformista, gli era addirittura superiore. Questo trio, sostenuto dai testi di Castellano e Pipolo, i migliori della loro carriera, e dalla regia estrosa e piena di ritmo di Eros Macchi, bucò letteralmente il video, coinvolgendo telespettatori di ogni tipo, età e cultura. Furono molti coloro che ritennero questa Canzonissima non inferiore a quella indimenticabile del 1959. Il grande successo fu determinato anche dal clima in cui fu realizzato il programma. La Carrà e Corrado trovarono un rapporto professionale di grande cordialità. Noschese, nonostante gli scherzi che faceva continuamente ai due colleghi giocando sull'imitazione delle loro voci, era un compagno adorabile, pronto a chiedere scusa delle sue marachelle con la timidezza di uno studente e lo stile di un gran signore qual era. Eros Macchi, da parte sua, teneva in mano lo show con la sua esperienza e il suo talento.