Caos in aeroporto dopo la strage in Egitto: un volo viene «evacuato» quando ormai i passeggeri hanno le cinture di sicurezza, un altro decolla con 15 irriducibili Malpensa, gli aerei per Sharm partono vuoti Tour operator spingono i clienti a non rinunci

L’ansia dei parenti agli arrivi: «Saremo sereni solo quando da lì uscirà nostro figlio»

Claudio De Carli

nostro inviato a Malpensa

Per Sharm non si parte, anzi si parte ma con gli aerei vuoti. E a Malpensa è il caos.
Nell’hub varesino una giornata impazzita come la notte sul Mar Rosso, carrelli e valigie che facevano su e giù dal corridoio partenze del Terminal 2, occhi spiritati, sguardi persi: come si fa ad andare a prendere il sole fra i morti?
«Il nostro tour operator continuava a ripeterci che se avessimo deciso di non partire sarebbe stato tutto a nostro danno. Il volo era in ritardo di almeno due ore, si doveva decollare alle sette - spiegano due ragazzi di Como -, ma il tour operator continuava a spingerci sull’aereo anche se era chiaro che ormai era tutto annullato. Le due operatrici continuavano a ripeterci che avremmo perso tutto e non saremmo stati rimborsati neppure di un soldo». Facevano parte di un gruppo di circa 180 passeggeri, è volata qualche parola esagerata, come al solito è arrivato tutto addosso alle due operatrici turistiche presenti che se la sono vista brutta anche quando hanno iniziato a offrire destinazioni diverse: «Qualcuno non poteva rinunciare alle ferie e ha accettato Ibiza, anche se proprio non aveva nessuna intenzione di andare da quelle parti».
Nel giro di un quarto d’ora sarebbero dovuti decollare un Blue Panorama e un Volare con circa 580 turisti dell’impossibile. Un aereo viene svuotato quando ormai tutti i passeggeri hanno allacciato le cinture di sicurezza, un altro si alza con 15 irriducibili a bordo. Arriva più o meno sopra il cielo di Ancona quando il comunicato della Farnesina che sconsiglia di recarsi a Sharm el Sheikh gli fa fare una rapida inversione di rotta: d’accordo o no, gli irriducibili tornano a Malpensa. Per gli altri che da Malpensa non si sono proprio mossi, le mete alternative fioccano: Sardegna, perfino Marsa Alam, intanto albergo per tutti, riprotetti dai tour operator.
In pochissimi accettano di annullare la vacanza, Astoi che coordina i tour operator farà conoscere la percentuale: solo l’otto per cento. «Abbiamo appena saputo che il Ministero degli Interni ha sconsigliato di raggiungere Sharm, ma non l’ha vietato - spiega uno dei passeggeri che accetta la meta alternativa -. Questo significa che sono i tour operator a rispondere e non il Governo: meglio prendere tutto e subito quello che ci propongono». Le alternative sono: spostare la data di partenza ma mantenere la medesima meta, oppure chiedere un rimborso, ultima alternativa farsi rilasciare un buono per un destinazione diversa. Con gli animi in subbuglio non è facile decidere, caos nel caos.
I voli previsti comunque decollano tutti, vuoti ma decollano. Le compagnie devono raggiungere Sharm per poter poi decollare nuovamente con a bordo gli italiani che rientrano. A giro d’orologio fanno sapere che il programma non cambia, i voli partiranno tutti, magari in ritardo ma raggiungeranno Sharm. In particolare c’è un Eurofly che decolla in mattinata con due ore di ritardo ma sarà il primo che rientrerà su Malpensa con turisti che, a prescindere da quanto è accaduto, erano in rientro per fine vacanza. L’orario di atterraggio era previsto per le 16,30, ma le due ore di ritardo se le porta dietro e l’aereo viene rischedulato per 18,34: la giornata è ancora lunga, arrivano i primi parenti che attendono figli e nipoti in rientro da Sharm, tesi quanto i passeggeri che hanno appena lasciato l’aeroporto.
Un padre e una madre siedono quasi per mano nella sala davanti agli arrivi: «Nostro figlio ci ha chiamato questa mattina alle sei, ha detto che si trovava a cento metri dal Ghazala Gardens ma sta bene, è lì con la fidanzata. Ci ha detto che va tutto bene ma non sono convinto che ci abbia raccontato tutta la verità, io finché non lo vedo spuntare da quella porta, non sto bene».