«Caos ai varchi d’ingresso» Ora la Lega vuole i presidi fissi dei ghisa

Fino alle dieci del mattino non si è verificato alcun problema. Certo, per gli automobilisti che dovevano arrivare in centro e avevano progettato di entrare da corso Magenta, l’essere dirottati dai vigili non era una seccatura; ma almeno evitavano la multa. Non quella relativa all’Ecopass (gli automobilisti erano già tutti in regola con i pagamenti dei ticket) ma la sanzione per la circolazione su corsie riservate. Dal primo giorno dall’entrata in vigore dell’Ecopass corso Magenta, una delle principali arterie di accesso al centro storico, è stato infatti riservato al transito di taxi e mezzi pubblici. Niente di strano, in fondo il sistema viario subisce di continuo trasformazioni e variazioni dei sensi di marcia. «Il problema è dato dalla mancanza di una segnaletica efficiente - ha dichiarato Matteo Salvini, capogruppo della Lega al consiglio comunale - che indichi chiaramente agli automobilisti che l’accesso a Corso Magenta da Piazzale Baracca è proibito».
Nella non facile situazione causata dall’ingresso dell’Ecopass a Milano si è aggiunta quindi una sorta di trappola per automobilisti e motociclisti, alle prese con il ritorno alla normale attività lavorativa dopo le vacanze invernali: quella dei varchi di accesso al centro ora riservati ai soli mezzi pubblici (sei in tutto, su 43). Secondo gli osservatori del Carroccio, che hanno presidiato la piazza, ieri mattina in Corso Magenta diverse decine di automobilisti e, soprattutto, di motociclisti (del tutto esclusi dalle restrizioni alla circolazione) hanno imboccato la nuova corsia preferenziale, «incappando ciascuno in una contravvenzione di 70 euro». Salvini ha annunciato che, per questa specifica situazione, il Carroccio chiederà l’annullamento delle multe comminate ieri. «Anche perché alle dieci i due vigili se ne sono andati e non c’era più nessuno ad avvertire gli automobilisti» ha sottolineato, aggiungendo che chiederà un presidio fisso di ghisa all’incrocio.
Se la Lega invoca presidi di vigili sulle strade, La Destra, attraverso le voci dell’onorevole Daniela Santanché e l’ex assessore comunale alla Salute Carla De Albertis, quest’ultima dimissionaria dalla giunta proprio a causa dell’Ecopass, chiede che sui mezzi pubblici tornino i controllori. «Se viene detto ai cittadini di lasciare l’auto a casa e di utilizzare il servizio pubblico - ha dichiarato la De Albertis -, che venga dato loro un trasporto efficiente. La flotta dei mezzi dell’Atm deve essere potenziata si quantitativamente che qualitativamente. Occorre sostituire i jumbo-tram con vetture più piccole ed ecologiche, che vengano effettuati passaggi più frequenti. Sui mezzi del trasporto pubblico deve essere poi assicurata la sicurezza degli utenti, che devono tutti senza esclusione pagare il biglietto. Per questo presenteremo una mozione in consiglio comunale perché venga ripristinata la figura del controllore di biglietti, e perché i mezzi siano attentamente pattugliati dalle forze dell’ordine. Oltre a questo domanderemo che i parcheggi di interscambio, che spesso rimangono vuoti perché i costi sono eccessivi, divengano gratuiti».
«Bastano i dati di questi giorni - ha tuonato la Santanché - per rendersi conto che l’Ecopass fino a ora è stato un fallimento. I mezzi che entrano in questi giorni nel centro di Milano sono gli stessi di quando il provvedimento non era in vigore. E se c’è stata una diminuzione dell’inquinamento questa è dovuta alla neve. Il disagi per i milanesi sono troppo alti perché la Destra stia zitta».