«Caos calmo» con Moretti in gara a Berlino

A Cannes Sorrentino, Garrone e Giordana

da Roma

Nanni Moretti a Berlino: il bis. L'anno scorso volò alla Berlinale per promuovere da direttore il suo primo Torino Film Festival, e la spassosa performance in tedesco strappò l'applauso della platea; quest'anno, tra un mese esatto, vi torna in concorso come protagonista assoluto di Caos calmo, dal best-seller di Sandro Veronesi, diretto da Antonello Grimaldi ma «morettiano» nell'intimo. La notizia, ufficializzata ieri, era nell'aria: Fandango e Raicinema puntano molto sul film che faranno uscire a tappeto l'8 febbraio, forti dell'accoppiata Moretti-romanzo. Chi l'ha visto, ne dice un gran bene. L'attore dominerebbe la scena nel ruolo del manager tv Pietro Paladini, alle prese con una fusione delicata, schiantato dalla morte della moglie. Così l'uomo prende a passare le giornate in uno slargo dalle parti dell'Aventino, seduto nella sua Bmw, al bar o in una panchina, dalle otto del mattino alle quattro del pomeriggio, per sentirsi vicino alla figlia bambina che lì va a scuola.
Un ruolo che Moretti s'è cucito addosso, introducendo variazioni rispetto alla pagina scritta, a partire dall'elenco delle cose che si amano o si detestano, spostando l'azione da Milano a Roma, cesellando i personaggi di contorno: la cognata sciroccata Valeria Golino, il collega in crisi Silvio Orlando che se ne va in Africa, il fratello stilista Alessandro Gassman, la ragazza con cane Kasia Smutniak, soprattutto la sensuale Isabella Ferrari, salvata dall'annegamento e protagonista di una memorabile (sarà vero?) scena di sesso.
Il film, girato nel più assoluto riserbo, è tra i più attesi dell'anno: il romanzo ha scalato le classifiche, Moretti attore puro non si vede dai tempi del Portaborse, il tema della paternità e del risveglio tira sempre. Magari ci scapperà pure un premio, sempre che non si imponga l'altro cineasta italiano in gara: Luigi Falorni. Già oscarizzato per La storia del cammello che piange, il regista toscano, operante in Germania, firma Cuore di fuoco, tratto dal toccante libro autobiografico di Senait Mehari, giovane cantante tedesca di origine eritrea.
Alla faccia di una recente, stizzosa, pagella del Wall Street Journal, secondo cui il cinema italiano d'autore non avrebbe talenti degni di nota, l'accoppiata Grimaldi-Falorni fa ben sperare sul fronte dell'Orso d'oro. Intanto Matteo Garrone e Paolo Sorrentino scaldano i muscoli in vista del Festival di Cannes, a maggio: l'uno con Sei storie brevi, ispirato al libro-inchiesta Gomorra di Roberto Saviano, l'altro con Il divo Giulio, già mitico ritratto del senatore Andreotti. Il loro arrivo sulla Croisette è dato praticamente per certo, con il rinforzo probabile del Marco Tullio Giordana di Sangue pazzo, sulla fatale vicenda della coppia di regime Ferida-Valenti. Tre storie mica male, no?