Caos e accuse in Sicilia per l’esclusione di Lumia paladino dell’antimafia

Nessuna deroga per Giuseppe Lumia (nella foto) e in Sicilia è caos. L’esclusione dalle liste del vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, con alle spalle tre legislature, ha fatto saltare in piedi non solo i maggiori dirigenti democratici siciliani, a partire da Rita Borsellino e non solo Sinistra arcobaleno e gli Amici di Beppe Grillo, ma soprattutto le associazioni impegnate da anni nella lotta alle mafie, che all’unisono l’hanno definita «grave e angosciante», là dove, segnalano, gli altri nomi in lista non danno affatto il segno dell’annunciata svolta. Walter Veltroni ieri ha liquidato la questione così: «Io sono refrattario all’idea che ciascuno consideri se stesso l’antimafia. L’antimafia è una pratica e non una persona». Ma proprio questo è il punto, ha avvertito Lumia. Non si tratta di «una battaglia personale ma per la Sicilia», ha detto all’emittente Telecolor di Catania, definendo «sconcertante la presenza di alcune candidature» e ricordando che «da tempo» si batte «contro la candidatura di Vladimiro Crisafulli», perché «prima di sollecitare il rinnovamento ad altre formazioni politiche bisogna partire da casa propria». Se la Borsellino parla di «segnale negativo», pesano le parole di Giuseppe Zappulla, deputato regionale Pd, secondo il quale «basta scorrere le liste per capire che si sono consumati scambi, compromessi e forzature gravissime», e quelle di Giuseppe Bruno, componente della costituente del partito: «Pensavamo di trovare un partito rinnovato. Ci ritroviamo un partito senza Lumia e con Carra e Crisafulli. Ci vorrà fegato per andarlo a votare».