Caos e doppie file: ma quale fluidificazione?

Michela Giachetta

Macchine in doppia e terza fila, poche multe e molti volantini pubblicitari sui parabrezza delle auto in sosta vietata, traffico ingestibile come al solito. Questa la situazione, ormai cronica, con cui devono fare i conti i cittadini della capitale. Eppure lunedì 13 novembre è partita la terza fase di fluidificazione del traffico, che durerà fino al 22 dicembre e che avrebbe dovuto portare per le strade cittadine 180 persone in più, fra vigili urbani, ausiliari Atac e Trambus, operatori comunali, suddivisi in due turni, dalle 7 alle 12 e dalle 16 alle 20. Il loro compito è, di fatto, quello di rendere più fluida la circolazione.
Ma i risultati fino a questo momento sono stati piuttosto scarsi. A piazzale Clodio, sulla circonvallazione Clodia e Trionfale, tre delle nuove zone in cui è prevista la presenza straordinaria di vigili, alle 17 di un martedì di novembre, il traffico non scorre. Un pullman turistico è parcheggiato sulla piazza, rendendo ancora più difficile la circolazione. Macchine in doppia e terza fila, molte con le quattro luci accese, sostano in quelle vie davanti alle vetrine dei negozi. Solo una di loro ha la multa sul parabrezza. Le altre, sotto il tergicristallo, conservano volantini pubblicitari. Un ragazzo in motorino si ferma qualche secondo sulle strisce pedonali per chiedere informazioni a un passante. Non fa in tempo a formulare la domanda che un’automobile gli «strombazza». Pretende che il ragazzo lasci libero il posto. Vuole parcheggiare lì, sulle strisce pedonali. E così farà.
D’altra parte di vigili o ausiliari in giro non se ne vedono. I primi che incrociamo sono su via Cipro. Stanno staccando dal loro libretto qualche multa per chi è in seconda o terza fila. A poca distanza, ecco un’altra pattuglia. Quattro poliziotti municipali nell’arco di qualche metro e nessuno a piazzale Clodio, circonvallazione Clodia e Trionfale. Si presume che da lì si muoveranno, ma il turno di monitoraggio è ormai cominciato da un’ora e mezzo. E, nelle vie percorse prima, di vigili o ausiliari nemmeno l’ombra.
La stessa cosa accade su viale Regina Margherita e viale Liegi, strade comprese nella seconda fase del piano di fluidificazione del traffico, partita a febbraio. Secondo quel piano il tratto di viale Regina Margherita sotto controllo dovrebbe essere quello da via Morgagni a via Nomentana, da lì fino all’incrocio con via Salaria. Lo percorriamo tutto in scooter, con enorme difficoltà. Servono 15 minuti, dalle 10.35 alle 10.50. Il tempo è tanto, considerato che un motorino può facilmente infilarsi fra le automobili, evitando così il blocco dietro le altre vetture.
Ma le macchine parcheggiate in doppia fila e la totale assenza di vigili e ausiliari del traffico rendono quel tragitto un percorso a ostacoli. I cordoli messi nella via, infatti, limitano la circolazione a una sola corsia. Lo spazio per una seconda corsia, in alcuni tratti, ci sarebbe anche, ma le auto che stazionano dove vige il divieto di sosta ne impediscono l’utilizzo. Eppure sui parabrezza di quelle vetture multe non se ne vedono. La stessa situazione si presenta in viale Liegi: assenza di poliziotti municipali per la strada e di contravvenzioni sulle auto in doppia fila.
Fanno, invece, eccezione i ponti. Ponte Umberto I, Vittorio Emanuele II, Mazzini e Garibaldi sono presidiati dalla polizia municipale e dagli ausiliari del traffico, ma lì non c’è la possibilità di parcheggiare, nemmeno volendo. Sorge il dubbio che sia questa la nuova politica capitolina sulla mobilità: far presidiare i ponti, dove il traffico non è mai così ingestibile e lasciare che nelle strade principali regni sovrana la doppia fila. E se questa è la situazione ora, cosa accadrà con l’arrivo ormai imminente del Natale e del relativo shopping?