Caos e ingorghi per l’apertura del mega centro-commerciale

Ieri era il giorno della patinata inaugurazione del nuovo centro commerciale Roma Est sulla Collatina, il più grande d’Italia: 210 negozi, un multisala, un parcheggio da 7mila posti, 2.500 persone impiegate su una superficie di 136mila metri quadri. Sempre ieri era in programma anche un secondo taglio del nastro, strettamente connesso con il primo: quello del nuovo svincolo dedicato dell’A24. Con le ruspe ancora al lavoro, però, venerdì sera è arrivata la fumata nera dell’Anas, che ha annunciato al Comune un ritardo di almeno cinque giorni.
A nulla sono serviti i tentativi dei vigili di contenere i disagi: spinti dalla curiosità, i romani si sono riversati su via dell’Acqua Vergine e sulle strette strade limitrofe, provocando un unico interminabile ingorgo intorno al centro commerciale. L’intero quartiere Ponte di Nona è rimasto praticamente bloccato per gran parte della giornata, soffocato in una morsa di clacson e lamiere. I residenti sono terrorizzati e temono che la scena possa ripetersi ancora, soprattutto nel fine settimana. E la nuova bretella da sola potrebbe non risolvere la situazione: «C’è il rischio - ha sottolineato Gianfranco Bafundi, consigliere regionale dell’Udeur - di paralizzare il traffico dell’autostrada, provocando ulteriori gravi disagi ai pendolari diretti a Roma».
La responsabilità non è certo dei costruttori, che anzi hanno dato un importante contributo al mercato del lavoro capitolino. Il problema vero è che il Campidoglio, insieme alle grandi opere, non riesce a garantire nemmeno le soluzioni minime per renderle davvero fruibili. A parte i problemi di viabilità, comunque, l’inaugurazione è stata un successo. «Roma Est» è un luogo gradevole, dal design sinuoso ed elegante, simile a una megalopoli su scala ridotta dove trovare tutto o quasi.