Caos e proteste Lo sciopero blocca il metrò

È il terzo in poco più di un mese. Assolombarda: «Tanti disagi per un problema già risolto». Adesione al 68%

Code sotto la pioggia alle banchine dei tram, file di ombrelli davanti ai taxi e traffico che all’uscita dal lavoro è più intenso del solito del 15-20 per cento. Effetti dello sciopero del metrò indetto dai macchinisti Atm aderenti all’Orsa e scattato ieri in due tempi: dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 alla fine del servizio. Blocco totale dei convogli nella fascia serale dell’astensione dal lavoro, mentre durante la giornata le serrande abbassate si sono viste contemporaneamente sulle tre linee solo dalle 14 alle 15. All’orario di uscita dal lavoro è scattato il piano di emergenza della polizia municipale che ha permesso lo smaltimento del traffico senza ingorghi eccessivi.
«Ho un treno per Roma tra mezz’ora, lasciatemi passare» alza la voce Paolo con valigetta e ombrello neri cercando un taxi in zona San Babila. Gente pigiata sugli autobus o rassegnata ad una lunga passeggiata bagnata tra un coro di clacson: i milanesi che provano a mettere il naso nel metrò sperando in un ripensamento di qualche macchinista sono pochi, anche perché le serrande abbassate sono una risposta eloquente. Passeggeri ridotti già in mattinata quando le tre linee MM hanno in generale funzionato, pur con un taglio di alcune tratte. I convogli della «gialla» hanno continuato a correre regolarmente fino a mezzogiorno, mentre già dal via allo sciopero, alle 8,45, la «rossa» ha funzionato solo nella tratta Rovereto-Lotto e la «verde» in quella Udine-Cadorna. Il cosiddetto «personale itinerante» di Atm, lasciato a piedi dai macchinisti in astensione, si è raccolto in capannelli all’entrata delle stazioni, mentre gli ultimi passeggeri sono stati incalzati dall’annuncio «Ultimo treno per Cadorna». In mattinata hanno incrociato le braccia circa il 68% degli aderenti all’Orsa-macchinisti autonomi, mentre per il sindacato l’adesione è stata di circa 143 addetti su 170, l’84%. Dei 380 macchinisti dell’azienda dei trasporti l’Organizzazione dei sindacati autonomi ne rappresenta circa duecento.
È il terzo blocco in poco più di un mese per la metropolitana dopo quello di due settimane fa indetto da Cgil, Cisl e Uil e quello di quattro ore proprio dei macchinisti dell’Orsa avvenuto a febbraio. «Lo sciopero è uno strumento che produce, nel settore dei trasporti pubblici, danni gravissimi su cittadini e imprese - commenta il presidente del gruppo Trasporti di Assolombarda Giuliano Asperti -: non è accettabile che sia usato al di fuori delle consuete prassi sindacali». Assolombarda, a cui Atm aderisce, ha aggiunto che i motivi della protesta erano già stati risolti dall’azienda, dai sindacati confederali e dalla Rsu in sede contrattuale. «Se fossero stati risolti non avrebbe scioperato il 50% dei macchinisti Atm» è la risposta di Giuseppe Gottardi dell’Orsa. «Non abbiamo in mente nuovi scioperi - assicura -, ma vogliamo che l’azienda tenga in maggiore considerazione una sigla che ha una effettiva rappresentanza tra i lavoratori».