Caos a Londra, restano a terra 70mila passeggeri

Erica Orsini

da Londra

Uno sciopero senza precedenti ha messo in ginocchio l’aeroporto londinese di Heathrow. Da giovedì il più importante scalo della capitale è rimasto paralizzato a causa di un’agitazione selvaggia dei dipendenti della British Airways. L’azione ha costretto fino a ieri la compagnia nazionale a cancellare tutti i voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto lasciando circa 70mila passeggeri a terra. A iniziare lo sciopero già nella sera di mercoledì scorso è stato il personale addetto ai servizi di catering in risposta a un piano di ristrutturamento annunciato dall’azienda Gate Gourmet, una società a capitale americano che fornisce i pasti sui voli della British Airways. Ben ottocento posti di lavoro sono stati cancellati con un colpo di mano suscitando le ire delle associazioni sindacali che hanno immediatamente indetto lo sciopero.
I primi disagi si sono verificati mercoledì sera, quando la compagnia di bandiera britannica è stata costretta a cancellare quattro voli in partenza da Heathrow diretti ad Amburgo e Parigi a causa della mancanza del servizio di catering a bordo. La situazione è poi peggiorata il giorno dopo quando anche una parte del personale di pista della British ha deciso di aderire allo sciopero per solidarietà con i dipendenti della Gate Gourmet. La compagnia di volo, a cui quest’agitazione sta costando dieci milioni di sterline al giorno, ha dovuto annullare tutti i voli in partenza o con destinazione Londra fino alla tarda serata di ieri. In tutto si tratta di 535 voli, una cifra record, mai raggiunta finora.
Le trattative tra i rappresentanti sindacali e i vertici della società di catering sono ripresi nel pomeriggio di ieri. Il direttore della Gate Gourmet, Richard Wells, ha difeso il piano di ristrutturazione spiegando che nessuno dei dipendenti era stato messo sulla strada da un giorno all'altro, ma che tutti erano stati avvertiti e avevano ricevuto delle comunicazioni scritte. Inoltre, sempre secondo Wells, il caos di questi giorni non è stato causato tanto dallo sciopero della sua società, quanto dall'azione non ufficiale dell'altro personale di terra della British.
I dipendenti sono stati invitati a tornare al lavoro immediatamente anche dal direttore esecutivo della compagnia, Rodd Eddington. «Questa non è la nostra battaglia - ha fatto sapere ieri Eddington ai dipendenti della Ba che hanno scioperato in un migliaio circa -. I nostri clienti vengono prima di tutto». Loro, i clienti, effettivamente hanno subito dei disagi notevoli. Migliaia di passeggeri in partenza per le vacanze nel periodo più caldo dell’anno sono rimasti a terra. Per quattromila di loro la compagnia britannica è riuscita a reperire una sistemazione negli alberghi della capitale, ma altri mille si sono visti costretti a trascorrere la notte in aeroporto. Le uniche a guadagnarci da tutto questo pasticcio pre-ferragostano sono state finora le compagnie aeree concorrenti e i mezzi di trasporto alternativi come l’Eurostar. «Questa mattina ci siamo ritrovati con ben 150 passeggeri in più rispetto allo standard abituale» ha spiegato ieri soddisfatto Paul Charles, direttore del treno rapido che collega Londra a Parigi passando sotto la Manica.