Caos nella sinistra in Sicilia I Ds scaricano la Margherita

Primarie per il governatore: la Quercia, insieme con Prc, sceglie Rita Borsellino. Inutile la mediazione di Marini. E Rutelli sospende Orlando

Marianna Bartoccelli

da Roma

Alla fine i Ds siciliani hanno deciso: sarà Rita Borsellino il loro candidato alle primarie per le regionali. Un candidato voluto da tutti i gruppi minori, da quelli del correntone dei Ds e da Rc. «Ha vinto il richiamo della foresta» è stato il primo commento di Giuseppe Fioroni della Margherita. Esprimendo il disappunto del partito per «essere stati abbandonati dai Ds di fronte a tante soluzioni possibili solo per uno stormir di fronde che riecheggia il timore del nemico a sinistra, come un richiamo della foresta. Molto dovremo faticare per la costruzione di un vero e nuovo partito» è il preoccupato commento. Accordo in casa Ds quindi ma rottura che peserà in campo nazionale con la Margherita che sino all’ultimo ha lanciato segnali di intesa, come ha fatto Franco Marini, calato da Roma per tentare di salvare la situazione. «Il nostro candidato è Latteri, ma...» aveva ripetuto puntando su quel «ma» e ribadendo ai Ds di essere disposti a rinunciare a Latteri se avessero scelto uno dei quattro nomi indicati da giorni: oltre Latteri, Sergio D’Antona e Luigi Cocilovo, anche Enzo Bianco. Attorno a questo «ma» si è consumato il penultimo atto di una vicenda che ha messo a nudo la differenza tra Margherita e Ds e il contrasto dentro la stessa Margherita tra rutelliani e prodiani, come ha dimostrato lo scontro definitivo tra Rutelli e Leoluca Orlando, un tempo alleati nel famoso partito dei sindaci, oggi sempre su tavoli separati. Anche se Orlando ha sempre dichiarato di stare nella Margherita, o meglio con Prodi. Ma sulle primarie le differenze sono esplose in ogni direzione. E così Orlando si è schierato per la candidatura di Rita Borsellino, criticando duramente la scelta del rettore Pierferdinando Latteri fatta dalla Margherita o più precisamente da Franco Marini con l’avallo di Rutelli e sulla base delle indicazioni dei due siciliani nel direttivo, Rino Piscitello e Gaspare Nuccio. Entrambi ai tempi della Rete fedeli di Leoluca Orlando. Il no di Orlando alla scelta ufficiale della Margherita ha fatto dire basta a Francesco Rutelli. Che ha scritto una lettera all’ex-sindaco di Palermo comunicandogli che non lo inviterà alle riunioni del direttivo di cui non fa parte, visto che sono «venute meno le ragioni di cooperazione e leale confronto».
«È una dichiarazione condivisa da tutto il partito?» è stata l’unica risposta di Leoluca Orlando, che ieri non ha evidentemente partecipato alla riunione del (suo) partito riunito per tutto il pomeriggio alla ricerca di una soluzione, in attesa che i Ds facessero la loro riunione. «L’opposizione di Orlando al nostro candidato - è stata l’accusa lanciata dall’eurodeputato Luigi Cocilovo dei Dl - è strumentale. Viene fatta solo perché poi lui vuole essere candidato al comune di Palermo». Due candidature della Margherita, insomma, non sarebbero possibili. E alla fine della riunione del direttivo in una mozione i motivi della presa di distanza da Leoluca Orlando e le critiche per aver detto che «il candidato della Margherita era senza differenza da Cuffaro». Il direttivo con Marini si è concluso con la conferma di «Latteri, ma...». Su quel «ma» aveva sperato anche Mirello Crisafulli, della segreteria dei Ds che per cercare un accordo ha proposto di candidare Bianco. «Altrimenti andremo con un nostro candidato di partito» ha replicato pochi minuti prima di iniziare il direttivo. Ponendo come terza candidatura quella di Fava che nel pomeriggio aveva firmato per la Borsellino. Con lo scopo evidente di sottrarsi a qualunque proposta del suo partito. E mentre Crisafulli lasciava intendere che i Ds si orientavano per Bianco, il segretario regionale, Angelo Capodicasa, ha annunciato che la segreteria dava l’ok a Rita Borsellino. Un’altalena segnale del grande imbarazzo dentro i Ds per essere costretti a difendere una candidatura di bandiera che tanti ritengono perdente. I sostenitori si dicono convinti che si ripeterà l’exploit di Vendola. L’Unione va adesso alle primarie siciliane sempre più spaccata e con due candidati che evidenziano le profonde differenze. L’appuntamento finale al 20 novembre.