Caos dopo le primarie: Fo vuol fare il sindaco

Rifondazione: «L’attore è una risorsa importante». Il ds Mirabelli: «Ora non ripetiamo l’errore fatto con Veronesi»

Sabrina Cottone

Il diktat sulle primarie arriva dall’alto. È Piero Fassino, segretario dei Ds, a spiegare che la strada è ormai segnata: «Questa esperienza conterà anche per il futuro, per esempio per la scelta del candidato sindaco di una grande città come Milano». La mobilitazione in favore di Prodi spinge a pensare di poter fare il bis per Palazzo Marino, imponendo a furor di popolo il proprio candidato. I dati definitivi parlano di 101.418 votanti a Milano. Prodi è arrivato al 76,3 per cento, contro il 15,6 del secondo classificato Bertinotti, l’1,8 di Pecoraro Scanio, il 3,7 di Di Pietro. Come dire che non c’è gara tra la Quercia e suoi cespugli.
Nel frattempo, però, le primarie scatenano voglia di partecipazione non solo tra gli elettori ma soprattutto tra gli aspiranti eletti. E così proliferano i candidati: si sono già lanciati l’indipendente di aerea diessina Davide Corritore e il neomargheritino Roberto Caputo, comitati spontanei spingono su Nando Dalla Chiesa, adesso arriva Dario Fo e presto potrebbe materializzarsi anche un uomo del Nuovo Psi, che ha appena abbandonato il centrodestra per passare sotto le bandiere dell’Unione. Bobo Craxi annuncia che il suo partito ha tutta l’intenzione di giocare un ruolo di primo piano: «Se ci saranno le primarie a Milano, presenteremo un candidato socialista o comunque sosterremo un candidato riformista. Ci riuniremo per discutere dei modi e del nome».
Dario Fo ha già rotto gli indugi. «Mi voglio candidare anch’io, posso aiutare a mobilitare e far discutere la nostra gente attorno a un progetto per riprenderci la città» spiega il premio Nobel per la letteratura in un’intervista all’Unità, quotidiano dei Ds. Augusto Rocchi, segretario provinciale di Rifondazione, si lancia in elogi sperticati: «È una delle più importanti risorse che il mondo riconosce a questa città, una delle nostre personalità più autorevoli». La Quercia non si tira indietro. Franco Mirabelli, segretario provinciale dei Ds, è possibilista: «Penso che il centrosinistra non debba ripetere l’errore fatto con Veronesi. Non è opportuno escludere nessuno, verificheremo tutte le disponibilità e poi decideremo chi sostenere».
La passione per le primarie, almeno per il momento, non contagia la Casa delle libertà. «Penso che possano servire solo in casi estremi» taglia corto Ignazio La Russa per An. Controcorrente il consigliere comunale azzurro Stefano Carugo: «Se la Moratti dovesse rinunciare, sarebbero il metodo migliore». E tra i possibili candidati vede Carlo Sangalli, Riccardo De Corato, Maurizio Lupi e il prefetto Bruno Ferrante.