Caos, proteste e roghi. Così hanno accolto la riapertura dei siti

La rabbia è esplosa per le strade della città e della provincia, senza
risparmiare molte località disseminate per tutta la regione.
Manifestazioni spontanee, proteste e gli immancabili roghi dei cumuli
di immondizia

Napoli - La rabbia è esplosa per le strade di Napoli e della provincia, senza risparmiare molte località disseminate per tutta la regione. Manifestazioni spontanee, proteste e gli immancabili roghi dei cumuli di immondizia. La decisione del commissario di governo Gianni De Gennaro di riaprire le discariche di Villaricca, Difesa Grande e Tre Ponti, ha scatenato la furia delle popolazioni locale, già esasperata per il protrarsi della situazione, e decise a non ospitare nei loro territori la munnezza napoletana.

Nella centralissima via Foria, a Napoli, decine di persone sono scese in strada per protestare contro le tonnellate di rifiuti che bloccano persino gli ingressi degli edifici. I manifestanti hanno lanciato sacchetti della spazzatura al centro della strada e rovesciato i cassonetti. Proteste anche in via Gianturco, dove si trova l’ex manifattura tabacchi dove il commissario De Gennaro ha deciso che verrà stoccata la spazzatura dei cittadini napoletani. A San Giorgio a Cremano, comune dell’area vesuviana, un migliaio di persone è sfilato in corteo per raggiungere la sede del Comune. Identica situazione a Giugliano, comune a nord di Napoli, dove centinaia di manifestanti hanno imbastito blocchi stradali in via Pigna e in via Casacelle. La protesta si è rapidamente diffusa anche negli altri capoluoghi di provincia. A Difesa Grande, nell’Avellinese, l’annuncio del prefetto De Gennaro di riaprire la discarica, già in passato oggetto di violente proteste, ha portato in strada centinaia di persone.