Caos rifiuti: tutti si dimettono, tranne Bassolino

da Napoli

Qualcuno le minaccia per far sentire la propria protesta. Altri le rassegnano ammettendo implicitamente di essere costretti ad arrendersi. Sarà che le poltrone create in Campania nei lunghi anni di vana lotta contro il caos rifiuti sono davvero una marea, ma negli ultimi giorni sembra esserci una vera e propria epidemia di dimissioni.
A fare più clamore sono state quelle di Ciro Turiello, amministratore delegato di Asia. E non ci vuole molto a capire il motivo delle dimissioni, visto che Asia è l’azienda delegata alla raccolta dei rifiuti a Napoli. Anche se ufficialmente Turiello ha parlato di «scelta personale». Si mormorava già da giorni che il manager esperto della questione rifiuti, già braccio destro del commissario straordinario Catenacci (a sua volta dimissionario nell’ottobre 2006), fosse vicino ad alzare bandiera bianca, ritenendo impossibile andare avanti.
Pochi giorni prima a dare l’addio era stata Emilia Tarantino, commissario prefettizio del Consorzio Caserta 4, che si occupa della gestione dei rifiuti per venti comuni della provincia. Il direttore generale del consorzio, Francesco Russo, l’aveva seguita a ruota.
E sembra destinato a fare altre vittime il virus dimissioni portato dai rifiuti, che aveva già falcidiato tra gli altri il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e Antonio Bassolino, che aveva passato la mano come commissario nel febbraio 2004 ma che non vuole sapersene di mollare la poltrona da governatore. A suo tempo Bassolino aveva motivato così le proprie dimissioni da commissario: «Me ne vado per sottrarre il tema delicato dei rifiuti alla campagna elettorale, svelenire il clima e non danneggiare i cittadini della Campania». Che forse però si sentivano già abbastanza danneggiati. Catenacci aveva usato meno giri di parole: «Sono un servitore dello Stato e ne ho viste tante ma qui è impossibile andare avanti».
Chi sarà il prossimo? Per ora pende la minaccia del sindaco di Acerra, il paese dove deve sorgere l’inceneritore. Espedito Marletta si dice pronto ad andar via in assenza di «risposte dal segretario generale della presidenza della Repubblica e dai commissari straordinari per l’emergenza rifiuti».