Il caos in sezione per il voto degli italiani all’estero

In relazione a quanto è stato pubblicato sul Giornale l’11 dicembre 2006 a pagina 2, nell’articolo intitolato «Voto estero nel caos i conti non tornano in una sezione su 7». Nel sommario viene riportata fra virgolette una mia falsa dichiarazione che, così come si legge, non ho mai affermato, e a cui viene attribuito un significato distorto: «L’ammissione del magistrato Fancelli, presidente dell’Ufficio centrale competente “Le operazioni sono state uno schifo”». Durante l’audizione del 14 novembre presso la Giunta delle elezioni del Senato io ho dichiarato, come riportano gli stenografici, ben altra cosa, e cioè che se il Parlamento non modificherà la norma relativa al voto dall’estero, «ogni volta staremo qui a dire che le operazioni di voto degli italiani nel mondo sono uno schifo, che è successo di tutto, e chi più ne ha più ne metta». È evidente che non affermo, né tanto meno «ammetto», in alcun modo che le operazioni di scrutinio che si sono svolte il 20 aprile presso i seggi di Castelnuovo di Porto, e che ho presieduto, «sono state uno schifo», bensì che se la norma non verrà modificata, come auspico, ogni volta si riaprirà lo stesso dibattito - che va avanti da mesi - sulla regolarità o irregolarità di queste votazioni. Un significato, oggettivamente, molto diverso da quello che il titolo vuole fare intendere al lettore e che, venendomi attribuito, lede la mia dignità e la mia professionalità.
Un secondo punto che voglio segnalare è relativo alla frase che ho pronunciato durante l’audizione: «All’ufficio statistico della Corte risultano 67 verbali di consolato (67 sezioni) con problematiche ripianate come di consueto», che viene poi fatta seguire da questa considerazione del giornalista: «Ovvero: taroccate perché i conti non tornavano». Questo commento distorce completamente la mia affermazione che si riferiva, come si evince leggendo gli stenografici completi, a semplici correzioni e aggiunte materiali per il completamento delle procedure di chiusura delle operazioni elettorali, che escludono qualsiasi modifica dei risultati delle votazioni e, quindi, qualsiasi forma di “taroccamento”, cioè di imbroglio.
Presidente Iª Sezione Civile
Corte d'Appello

Roma

Dottor Fancelli, quando lei riporta le sue dichiarazioni davanti alla Giunta, omette di citare una frase molto significativa. Ecco lo stenografico: «Diversamente queste situazioni si verificheranno sempre e ogni volta staremo qui a dire che le operazioni di voto per gli italiani nel mondo sono uno schifo, che è successo di tutto e chi più ne ha, più ne metta». Tradotto: le situazioni che portano a considerare il voto «uno schifo» si sono verificate e, se non si interviene, «si verificheranno sempre». Non ci sembra proprio di aver travisato il suo pensiero.