Caos urne Mancano 120 seggi

Fortuna che tra Cappellacci e Soru non è finita testa a testa, altrimenti per conoscere il futuro governatore della Sardegna bisognerebbe aspettare chissà quanti giorni. Lo spoglio delle schede infatti, cominciato lunedì alle 15, chissà quando finirà. I dati ufficiali registrano 1.692 sezioni scrutinate su 1.812 (poco più del 94 per cento) per il listino del presidente e addirittura 1.522 (circa l’85 per cento) per le circoscrizioni, quelle cioè che assegnano i seggi. Saranno i tribunali sardi a completare il quadro per volere di una legge elettorale che ha dell’incredibile.
In tutta la regione si sono ripetuti errori, contestazioni, somme sbagliate, difficoltà ad attribuire la valanga di voti «disgiunti». I dati sono affluiti al centro operativo di viale Trento a Cagliari con lentezza esasperante e pieni di svarioni, con riepiloghi incompleti e conti che non tornavano. I funzionari hanno dovuto rispedire molti verbali ai mittenti con la richiesta di rifare i calcoli. E spesso i verbali riepilogativi ritornavano indietro ancora imprecisi. L’ufficio elettorale centrale ha dato la colpa ai presidenti di seggio, molti dei quali giovani e poco esperti. Nelle sezioni invece se la sono presa con la complessità dei moduli predisposti dalla regione. Che alla vigilia del voto ha sbagliato a sua volta, indicando modalità erronee per esprimere le preferenze. Il vicepresidente Carlo Mannoni ha corretto le sviste a mezzo stampa, ma nelle sezioni elettorali sono rimasti appesi i cartelli con gli strafalcioni.
A questo marasma si aggiunge la disposizione della legge elettorale sarda secondo cui le operazioni di scrutinio devono concludersi entro 12 ore dall’apertura delle urne. In sostanza, alle tre di notte i presidenti di seggio che non avevano ancora completato lo spoglio (è successo in 58 comuni sui 377 dell’isola) dovevano sigillare le urne, impacchettare schede e verbali e depositare tutto alla cancelleria del tribunale competente per territorio che ora dovrà verificare l’assegnazione dei voti residui. E saranno i vari palazzi di giustizia a decretare vincitori e vinti.
Il disastro della macchina elettorale della regione riguarda marginalmente la proclamazione del vincitore, perché si tratta soltanto di stabilire con quale margine Cappellacci ha sbaragliato Soru. È ancora impossibile, invece, avere un’indicazione degli eletti, a parte i nomi del listino del vincitore e di quelli che hanno raccolto il maggior numero di preferenze.
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