Le capacità del senatore Marco Pecoraro Scanio

Una nuova proposta

sul Tfr
Nei prossimi mesi si dovrà decidere la destinazione del Tfr. Molte sono le proposte fatte, ora una vorrei farla io: dopo aver constatato che la Borsa ha dato ottimi risultati (le azioni Fiat hanno raddoppiato il valore), tutte le aziende Spa dovrebbero compensare i lavoratori con azioni. Naturalmente libertà massima ai lavoratori di scegliere a piacimento le aziende a cui versare, ogni anno il loro spettante. In questo modo (magari reinvestendo il proprio Tfr in azienda) il lavoratore sarebbe più stimolato nella produttività, in quanto non solo operaio, ma anche piccolo azionista.
Il no agli Stati Uniti

è un no allo sviluppo
Avevo denominato i no-global e i Verdi come «dormienti», pensavo infatti che sarebbero usciti dal letargo soltanto al termine della azione (nefasta) del governo Prodi. Faccio ammenda, avevo sbagliato. Si sono appalesati a Vicenza, supportati anche dai «beati costruttori di pace», da parlamentari di Sinistra, e da qualche sindacalista. Tutti contro l’ampliamento della base aerea americana (una cofana di dollari, una caterva di nuovi posti di lavoro, tra quelli diretti e quelli indotti). Spero che i sostenitori del programma americano si facciano presto sentire per difendere l’occupazione locale e lo sviluppo.
Luigi Frappelli - Genova
La pena di morte

secondo i comunisti
D’Alema afferma: noi siamo contro la pena di morte per principio. I comunisti hanno una faccia di bronzo coi baffi. Fino a pochi anni fa hanno approvato tutti gli assassinii di Stalin e compagni, tanto che anche Napolitano, un altro che è contro la pena di morte, approvò l’impiccagione di Nagi in Ungheria. Inoltre, non hanno mai criticato le impiccagioni o fucilazioni eseguite in tutte le nazioni comuniste. Oggi, inspiegabilmente, sono contro la pena di morte.
Mario Corradi - Milano
Il governo si accanisce

contro i tassisti
Ho letto l’articolo riguardante l’assenteismo dei pubblici dipendenti. Mi sono indignato, ma sorpreso fino a un certo punto, in quanto un po’ lo sospettavo. Mi sorprendo invece molto quando, a fronte di queste notizie, devo constatare il continuo accanimento delle istituzioni nei confronti di noi tassisti che, fino a prova contraria non graviamo sulle casse pubbliche, lavoriamo in condizioni critiche per 10 ore al giorno per 27 giorni al mese e non abbiamo alcun tipo di assistenza per malattia.
Stefano Dorelli e-mail
Sconcertano

i troppi nudi in Tv
È molto facile, oggidì, leggere o sentire di televisione sciatta e degradante. Ci sono trasmissioni che, prese in blocco, si potrebbe evitare di guardarle: si spegne il video o si passa ad altro canale, senza doverle criticare perché è logico che, se le mandano in onda, piaceranno a qualche milione di teleutenti. Ma ci sono spettacoli di varietà o di canzoni, in onda su tutte le reti, che hanno la capacità di calamitare l’attenzione per la scorrevolezza o la leggerezza del canovaccio ma, chissà perché, le ballerine che fanno da intermezzo battono di gran lunga, in nudità, quelle delle compagnie di avanspettacolo. Sono cose che sconcertano perché questi spettacoli di prima serata si guardano anche con i figlioli, o coi nipoti, più o meno grandi. È imbarazzante e allora non sai se proseguire la visione o passare ad altro!
Annibale Ferri e-mail
Impiccati in Irak:

indignazione fuori luogo
In questi giorni è un gran leggere fogli e ascoltare telegiornali in cui si dichiara che «l’Italia si indigna» per l’esecuzione dei 2 iracheni condannati per la strage di 150 sciiti. Non sono così sicuro che la maggioranza degli italiani onesti si indigni per le due esecuzioni, come penso non si indignerebbe per eventuali esecuzioni di chi violenta, sgozza o uccide senza pietà bambini innocenti. Ci sono reati di fronte ai quali l’opinione pubblica resta talmente sconvolta che si aspetta una condanna esemplare, definitiva. Anche perché sa che chi si macchia di certi delitti non ha alcuna possibilità di recupero, di ritorno a comportamenti civili. Piuttosto l’Italia s’indigna per certi spettacoli che non sarebbe il caso di pubblicare: parecchi giornalisti si sono scandalizzati per le vergognose immagini «rubate» dell’impiccagione di Saddam, ma si sono immediatamente preoccupati di pubblicarle, naturalmente all’ora di pranzo tra un primo e un secondo piatto. Questo sì è il vero scandalo che fa indignare l’Italia.
Mario Negri e-mail
Per la fornitura del gas

una clausola vessatoria
Volendo attivare la fornitura del gas tramite Enelgas, ho cercato di registrarmi per via telematica; la cosa non è stata possibile perché ho rifiutato - onde evitare di essere importunato in futuro da altri che non il mio interlocutore - il libero utilizzo dei miei dati personali: se non si accetta questa clausola - vessatoria a mio avviso - non si può procedere nella registrazione! Alla faccia della riservatezza!
Luigi Parodi e-mail
Il canone aumenta

e nessuno si lamenta
Il postino mi ha recapitato la lettera dell’abbonamento Rai con allegato il bollettino da pagare di 104,00 euro, cioè oltre duecentomila delle vecchie lire. Una bella cifra da sborsare, che però mi consente di vedere alla Tv pubblica tanta pubblicità, giochi e quiz di basso livello e molte trasmissioni di pessimo gusto. Per non parlare dei programmi politicizzati o di quelli che mettono in mostra le grazie e le virtù appassite di personaggi sconosciuti o dimenticati. Paghiamo un canone per essere abbonati a una Tv di Stato che copia i programmi peggiori delle Tv private. Davanti a tanta arroganza nessuna forza politica ha il coraggio di reagire. Il motivo? È semplice: sono proprio i partiti che inseriscono i loro referenti di «maturata esperienza» nei vertici della Rai. In queste condizioni il canone potrebbe aumentare fino a 200 o 300 euro e nessuno si lamenterà. Tanto chi paga è sempre il solito «caro abbonato» da tenere in poca considerazione.
Mariberto e-mail
Sentenza a Bagdad,

due valgono meno di uno
Nell’indifferenza generale sono stati ammazzati i due sodali di Saddam Hussein. Al fragore e allo stracciar di vesti delle vergini dell’ultima ora, per l’impiccagione del Raìs, non sono corrisposti difatti altrettanti squilli di tromba. Pannella non ha digiunato, gli «strilloni» del Governo si sono taciuti e Veltroni non ha illuminato il Colosseo a giorno. Tempi duri per i sostenitori della matematica quale scienza esatta e non semplice opinione: in questo caso due è valso meno di uno.
Danilo Carollo e-mail
Un referendum

sul ponte sullo Stretto
La tragica collisione nello stretto di Messina riporta all’attualità la mancata costruzione del ponte. Data la mole di traffico in quel punto, già si parla di strage annunciata, ma per il prof. Prodi non è un problema prioritario. Di parere nettamente contrario è la maggioranza dei siciliani che senza questa struttura saranno sempre penalizzati in tutte le attività. A che cosa servirà la linea ad alta velocità Berlino-Palermo se poi occorrerà oltre un’ora per traghettare? In primavera ci saranno le elezioni amministrative, quale migliore occasione (a costo zero) per chiedere agli italiani come la pensano?
Giancarlo Testi e-mail
Tragedia di Ustica

la giustizia ha fallito
Siamo un Paese ignobile! Ustica nessun colpevole. La sentenza della Corte di cassazione ha messo fine, giuridicamente parlando, a un’agonia che durava ormai da 27 anni. Archiviazione del caso senza colpevoli: «Perché il fatto non sussiste». Rassegniamoci la verità sul Dc9 Itavia abbattuto mentre sorvolava Ustica nel lontano 1980 non la sapremo mai. La Giustizia ha fallito!
Lettera firmata - Torino
A Napoli l’Ici

dovrebbe diminuire
Se la motivazione addotta è «il miglioramento della qualità urbana e ambientale» della città, l’Ici a Napoli dovrebbe diminuire e non aumentare date le condizioni in cui versa la metropoli per la spazzatura, la camorra, scippi, rapine, morti ammazzati, lo stato del manto stradale e dei lampioni, e infatti molti napoletani pensano di andarsene in altri luoghi più abitabili, alcuni lo hanno già fatto, altri si stanno trasferendo. È un aumento Ici sbagliato!
Graziella Iaccarino - Napoli
I Ds perdono i pezzi,

pagano la loro ideologia
Seguo con interesse il dibattito che si sta svolgendo nel centrosinistra, riguardante la costituzione del partito unico, e ad ogni dichiarazione o esternazione di qualche esponente circa le difficoltà che registrano, mi pongo sempre la stessa domanda, «possibile che non capiscano?». L’on. Caldarola recentemente ha dichiarato: «Come mai un progetto politico dovrebbe aggregare? Forse sta facendo, al contrario, perdere personaggi anche importanti?». La risposta è come scoprire l’acqua calda: i Ds pagano il conto delle loro ipocrisie, delle loro contraddizioni, della loro malata ideologia, la bramosia di conquistare il potere senza il consenso popolare.
Nicola Melucci - Taranto
È doveroso frenare

gli arrivi dal Maghreb
C’è una sottostima del sovraccarico demografico dell’Italia, ne «l’Italia virtuale di Ferrero», ennesima lucida e coraggiosa «predica inutile» di Ida Magli agli italiani, ben più angustiati dalla perpetrazione, da parte del governo Prodi, di scippi pecuniari, pur gravissimi e insensati, che dall’alienazione, assolutamente esiziale e irreversibile, del suolo stesso che abitano (ossia dell’assassinio volontario della loro patria, con le loro culture e identità). Denunciamolo, Ida Magli dice: «Ancora oggi siamo al 20% in più per chilometro quadrato in confronto agli Stati Uniti». Ma la densità media di popolazione in Italia è di 195 ab./Kmq contro i 30 degli Usa: dunque +550%! In tale raffronto va anche considerato che il nostro massacrato Bel Paese comprende, in assai maggior misura degli Usa, parti montuose e poco abitabili; per cui nelle zone più antropizzate, la climaticamente mefitica Pianura padana e le brevi fasce costiere, con diffusi dissesti idrogeologici, tale densità raggiunge livelli ben più elevati. In questo ambiente la lungimirante politica di sedicenti verdi e loro compagni di merende vuol costipare, senza limite alcuno, moltitudini provenienti da luoghi come Egitto (con densità 66), Tunisia (61), Algeria (13), Marocco (63) e Turchia (83).
Gian Piero Linares - Milano
Per le amministrative

fuori la grinta
Si avvicinano le amministrative di primavera. Mi auguro che questa volta, i signori della Cdl si mettano al lavoro per tempo e con convinzione. Le ultime elezioni potevano anche andare peggio, se Berlusconi non si fosse speso come ha fatto e se i più giovani non si fossero attivati in modo encomiabile. I così detti politici, sempre troppi, non hanno lavorato né in propaganda, né in comizi, né ai banchetti, né soprattutto ai seggi, ma aspettavano che la vittoria gli cadesse dall’alto come la manna. Forse ora hanno capito che le sinistre non scherzano, sono organizzate e non lasciano niente al caso. Ora vergognandosi di questo governo, quasi più nessuno dichiara di aver votato Prodi, ma le realtà locali sono diverse. Perciò bisogna urlare di darsi da fare e di non dare niente per scontato. L’organizzazione e la disciplina nelle campagne pubblicitarie di sinistra sono un esempio.
A.P. e-mail
Il premier costretto

a dire sì agli Usa
Prodi, con la decisione (saggia) di non tirarsi indietro con gli americani per l’ampliamento della base aerea di Vicenza, ha certamente fatto la prima cosa mezza buona dall’11 aprile dello scorso anno. I soliti contrari si sono subito palesati (Diliberto, Giordano, Pecoraro e l’immancabile Paolo Cento, che è come il basilico nel pesto genovese, ci sta sempre bene...). Bertinotti, impegnato nel suo ruolo istituzionale, preferisce non esternare, lui istruisce gli altri. Comunque, tutto previsto. Quel che non arrivo a capire è il perché i Comunisti italiani non si uniscono nuovamente con Rifondazione; sempre Comunisti sono, e sempre allo stesso modo la pensano...
Luigi Ferrisi - Genova
L’Unione si arenerà

sugli scogli-pensione
Quando la sinistra estrema tuona contro il governo, vuol dire che c’è qualcosa che non va sul sociale, anche se i corrispondenti problemi vengono intesi da Cossutta e soci, a modo loro. Un tavolo di scontro sono le imposte locali già gravose per la Finanziaria, ma con possibilità di inasprimento come pare succeda a Bologna con l’aumento dell’Irpef deciso da Cofferati. Casa e pensioni sono gli scogli lungo i quali si arenerà la fragile nave dell’Unione, andata fuori rotta per l’ammutinamento della sua ciurma.
Bruno Russo - Napoli
Proteste anti-Nato

sono masochistiche
L’antiamericanismo della sinistra radicale Pdci, Prc e Verdi, ma anche di una buona parte della sinistra diessina, sta strumentalizzando la protesta e i disordini contro l’allargamento della Base militare americana di Vicenza. Non vorrei che questa minoranza di cittadini, dimenticasse che gli americani ci hanno liberato dal fascismo e dovunque si sono stabiliti, hanno creato ricchezza, sviluppo e benessere. Il no alla Base di Vicenza, sarebbe un grosso errore politico nei rapporti con l’alleato americano, nel momento in cui l’affidabilità italiana è già stata messa in discussione per altre questioni. La chiusura della Base rappresenterebbe anche una mancata occasione di sviluppo economico e occupazionale in una zona quella del Nord-est dove il miracolo economico si è esaurito da tempo. Non tenere conto di tutto questo a me sembra proprio da stupidi.
Ciro Crocifoglio e-mail