Caparezza, il ragazzo fuori dal tunnel

No. Non se lo sarebbe mai aspettato che mezza Italia avrebbe cantato (correva l'anno 2004…) "Sono fuori dal Tunnelellellell del divertimentoooo...". E nemmeno che i media nazionali avrebbero fatto la coda per strappargli una dichiarazione, un commento.
Roba dell'altro mondo. Soprattutto per chi aveva iniziato con un flop pauroso presentandosi nel '96 al Festival di Sanremo con l'imbarazzante marchio Miki Mix.
Oggi, questo ragazzo che si professa "disoccupato con l'alibi dell'arte" - all'anagrafe Michele Salvemini, in arte Caparezza ("Testa riccia", nel dialetto di Molfetta, sua città d'origine) -, ha cambiato marcia. Irriverente il giusto, capace di emanciparsi dagli (angusti) steccati dell'hip hop, è ormai un nome che conta dell'italica canzonetta. Canzonetta che nel suo caso risulta volutamente fuori dal coro.
Le sue rime non risparmiano nessuno, compresa l'autocritica personale. E il linguaggio è ironico, caustico, metricamente ineccepibile, tutto fuorché politicamente corretto.
Due le principali fonti di ispirazione del signor Salvemini, ormai prossimo alla chiusura dell'Habemus Capa Tour dopo oltre un centinaio di concerti (colorati, ironici e ricchi di trovate sceniche) in giro per l'Italia: i newyorkesi Public Enemy di It takes a nation of millions to hold us back («Perché mi hanno fatto innamorare del rap e per la loro capacità di fare politica applicata al sociale», spiega) e qualsiasi disco e concerto del compianto Frank Zappa («Perché era davvero un "figo", un genio assoluto»). Difficile non dargli ragione.
Caparezza, Alcatraz, stasera, ore 22.30, info 02-69016352, ingresso 10 euro.