Caparezza studia la società con genialità e perfidia

È ora di riconoscere a Caparezza, questo genietto beffardo e atipico, il suo ruolo di eccellenza, nel mondo d'un rap italiano che vivaddio non ha espresso solo i Fabri Fibra. Ci vuole talento, come in La rivoluzione del Sessintutto, a far sorridere sia i sessantottini tenaci sia gli antisessantottini viscerali. E ce ne vuole ancor più per bilanciare ghigno e amarezza in Eroe. Lucidità e follia in Il circo delle pantegane. Incubo e vaudeville in Cacca nello spazio. Archi melodiosi e ritmo aggiornatissimo in Non mettere le mani in tasca. Mescolando l'intelligenza perfida dei testi con una qualità musicale non stellare ma di solido conio. Esplorando senza utopie né eufemismi la nostra sconquassata società.

Caparezza Le dimensioni del mio caos (Emi)