Capello: «Così Cassano mantiene le promesse fatte alla Sampdoria»

16.41 di domenica 30 settembre: il ritorno di un genio, il genio del pallone. Questo è il momento esatto in cui Antonio Cassano è tornato a vivere il momento più bello per un attaccante, la gioia del gol. Una pennellata di Volpi, una giocata di classe di un fenomeno che pensa e agisce nello stesso istante, regalando perle di saggezza calcistica.
Sta ritrovando la forma, sta entrando negli schemi di gioco della Sampdoria e ha superato un'astinenza che, in serie A, durava dall'11 dicembre 2005: Roma-Palermo 1-2 e gol del fuoriclasse barese. Poco dopo le valigie, il viaggio verso la Spagna con il sontuoso contratto madridista e l'esasperante parentesi al Real Madrid che, invece di regalargli onori e successi straordinari, sembrava avere soffocato uno degli ulimi «numeri 10» in circolazione. Sono bastati due mesi di cura Sampdoria, la dolce medicina di un ambiente che lo ha coccolato da subito, e la terapia di una società che lo ha trattato da campione ma al pari del resto del gruppo. Antonio ha messo la testa a posto, in campo come nella vita.
«Un ambiente su misura», così tutti i commentatori d'Italia parlano di Bogliasco come del mondo ideale per farlo rinascere. La rete di domenica segna il risveglio di un genio, molto più maturo e volenteroso di quello che si era visto a Roma e Madrid. Anche Fabio Capello la pensa così, proprio lui che lo ha allenato sia in giallorosso, sia al Real e con il quale ha usato prima il bastone, poi la carota senza riuscire a cambiare del tutto la sua mentalità. Ma quello che sorprende chi Cassano lo ha conosciuto prima, è proprio la maturità che Antonio sta dimostrando, forse perché si sente un leader, forse perché sa che in questi mesi si gioca la sua carriera: «Sono felice per lui - ha commentato Fabio Capello -, perché sta mantenendo le promesse e sta procedendo nel verso giusto. Continuando così tornerà ad essere il talento che abbiamo apprezzato in passato». Don Fabio non è certo uno che regala complimenti in giro, ma nella rinascita di Cassano ci crede veramente, «ha trovato la sua dimensione. Il Cassano che vediamo nella Sampdoria è un'altra persona - ha proseguito l'ex tecnico -, un giocatore più maturo. Se nel Real non giocava è perché non era quello che si vede alla Samp, tutto qui. Forse in Spagna ha avuto problemi di ambientamento, gli mancavano la famiglia e gli amici, ora sembra proprio un giocatore ritrovato».
E il gol di domenica è stato seguito dalla corsa verso la panchina con l'abbraccio a mister Walter Mazzarri. Un bel regalo di compleanno per il mister doriano che ieri ha spento 46 candeline. Giovedì alle 19 Aalborg-Sampdoria: una partita da dentro o fuori. Si riparte dal 2-2 dell'andata e i blucerchiati sono quasi costretti ad una vittoria. Ma per Cassano non ci sarà spazio dal primo minuto: troppo alta la posta in gioco per esperimenti. L'attacco sarà lo stesso di domenica con Delvecchio-Bellucci-Montella e, in caso di risultato acquisito, staffetta tra Bellucci-Cassano e Montella-Caracciolo.
Aalborg-Sampdoria sarà trasmessa dal digitale terrestre di La 7 sul canale A.