Capello e Mourinho santoni in crisi

Il Real richiama Don Fabio dopo il ko di La Coruña. E Abramovich pensa a Hiddink per il Chelsea. In Italia impazza il mercato (tanti sogni e pochi soldi). Mancini vorrebbe Cassano e Sheva, ma Moratti lo gela: "Non ci interessano"

Milano - Per Claudio Lotito, Antonio Cassano non è da Lazio perché per giocare con i biancazzurri servono almeno tre requisiti fondamentali: potenziale agonistico, moralità e compatibilità economica. Il presidente della Lazio non ha specificato quali siano i requisiti in cui difetta il Talentino, ma Mancini ha assicurato che lui al barese un posto lo troverebbe, così come a Andriy Shevchenko. Forse solo due provocazioni che Massimo Moratti ha subito rimbalzato in una intervista concessa al sito nerazzurro: «Non sono due nostri obiettivi, così come Messi che non viene via gratis e quindi è meglio pensarci sopra. Buffon? Grande stima a Julio Cesar», questo in estrema sintesi con una coda bizzarra su Luis Figo: «Se ci ripensa, noi siamo qui con il contratto in mano che lo aspettiamo». In realtà i contatti con Messi sono ben avviati e in una operazione così complicata il 30 per cento di probabilità di portarlo a Milano, quotazione reale, è gia una percentuale molto alta.
Scambi di vedute fra allenatore e presidente, niente in confronto a quanto sta accadendo a Madrid e Londra. Ramon Calderon e Predrag Mijatovic, presidente e direttore tecnico del Real, ieri non erano di buonissimo umore. Sono piombati nel centro sportivo di Valdebebas dove gli ex galacticos stavano ultimando la seduta atletica, hanno affidato il gruppo al terzo allenatore José Antonio Grande e hanno prelevato Fabio Capello per un vertice che non prometteva nulla di simpatico.
Don Fabio questa volta l’ha fatta grossa e il quotidiano Marca sul suo sito on line lo ha fatto diventare un cartoon: Fabiosan dispensa colpi di karate e kiai spiegando i concetti base della sua filosofia ai calciatori del Real che sembrano non comprendere. Il cartone animato si conclude rivolgendosi ai tifosi con una domanda che inquieta i sonni del tecnico italiano: è questo il Real che vi piace?
Capello non solo ha perso contro il Deportivo La Coruna che non vinceva dal 21 ottobre scorso, ma ha vacillato nella formazione iniziale e nelle successive sostituzioni. Assente Roberto Carlos, in panchina Cassano e Ronaldo assieme a Beckham, Robinho in tribuna, unica punta Van Nistelrooy e il Real prima ha preso due pappine al Riazor di La Coruna, poi è tornato a casa. Calderon ha sempre lasciato carta bianca a Capello, ma dopo aver speso circa cento milioni di euro per regalargli otto nuovi giocatori, ieri ha chiesto spiegazioni. Capello non si è tirato indietro e ha puntato il dito su alcuni giocatori che non si sarebbero mostrati all’altezza del Real: «Ma siccome il responsabile della squadra sono io - ha detto a Calderon -, vediamo di cosa sono capace». Mijatovic si è detto certo che Capello, navigato e risoluto, riuscirà a tirare fuori il Real da ogni guaio. Ma sembra più una dichiarazione di facciata. Fabio Capello, circa 4 milioni netti a stagione, via dal Real dove potrebbe finire? E José Mourinho, che pesa sul libro paga di Roman Abramovich con i suoi 7,5 milioni?
A Londra dicono che il portoghese stia già trattando la sua buona uscita, ha un contratto che scade nel 2010, ma il Chelsea delude e il tycoon russo ha già in mente l’olandese Guus Hiddink, parcheggiato sulla panchina della nazionale russa e ora assolutamente necessario a Stamford Bridge per raddrizzare la baracca. Sono i due allenatori con l’ingaggio più alto in circolazione, ma entrambi sulla punta della loro panchina. Il mercato di gennaio non li riguarda, ma saranno i primi a rientrare o ad allontanarsi dai nuovi progetti societari e si stanno giocando tutto, ben sapendo che alle cifre d’ingaggio che hanno raggiunto, non sono merce per tutti.
In giro c’è anche Marcello Lippi, che proprio ieri ha confessato che al momento ha solo scartato proposte arrivate dall’estero: «Non voglio riprendere subito, vorrei tornare su una panchina con l’inizio della stagione 2007-2008, anche se al momento non ho ancora ricevuto offerte». Messaggio chiaro per tutti: sono libero e voglio un club. Così come per Marco Van Basten, momentaneamente parcheggiato sulla panchina dell’Olanda a 250mila euro a stagione.