Capello fa l’arbitro: espulso Camoranesi

Riccardo Signori

nostro inviato a Torino

Tanto di cappello a Capello: otto come arbitro, sette come tecnico. Stavolta il grugno duro di Pieris si è sdoppiato nella funzione e non ha accettato finzione. Che poi è un’idea che propone da sempre. Non aveva il fischietto in bocca, ma gli è bastato un segno e Mauro German Camoranesi ha chiuso la sua partita 23 minuti dopo averla cominciata. Per la verità l’incombenza sarebbe toccata a Christian Brighi, arbitro di Cesena con il fischietto tremulo. O peggio: ossequioso con i potenti. Infatti l’argentino col nervo scoperto ne ha combinata una da espulsione: al minuto 40 della ripresa, toccato da Lucarelli ha reagito come l’avesse morsicato un serpente. Pallone addosso all’attaccante eppoi un calcio in aggiunta, tanto per ribadire. L’arbitro, che poco prima aveva espulso De Ascentis per molto meno, si è guardato nella tasca ed ha trovato solo un cartellino giallo.
E a quel punto Capello si è detto: faccio io. Fuori il cartello con il 16 di Camoranesi e dentro Balzaretti. A tutto c’è un limite, avrà pensato il tecnico magari per evitare una espulsione successiva, ma pure per un senso di pudore nei confronti della squadra avversaria. Tanto che Donadoni gli ha reso lode. E a Camoranesi, cui era già capitata la stessa fine mercoledì in Champions, non è rimasto che provare una doccia gelida sulla testa (meglio: testolina) bollente.