Capello ha paura della terza trappola

Alessandro Parini

da Torino

In pochi avevano voglia di parlare, dopo lo 0-1 contro l’Inter. Non che il mancato successo della Supercoppa abbia gettato i giocatori della Juventus nello sconforto, ma a Torino quando non vincono non si divertono nemmeno. Così, visto Zanetti alzare il trofeo, i bianconeri si sono dileguati in un amen, pronti a godersi due giorni di riposo prima della ripresa di domani e della trasferta di Barcellona di mercoledì in occasione del trofeo Gamper: un viaggetto che presenta qualche insidia, sia perché arriva a soli quattro giorni dall’inizio del campionato, sia perché c’è il rischio di andare incontro a nuovi contrattempi fisici contro una squadra, quella catalana, che certo vorrà fare bella figura davanti al proprio pubblico.
Così è, in ogni caso. Capello è tranquillo e continua a vedere progressi nella sua Juve: «Sette palle gol a due per noi», ha detto nel post partita. «Ma noi siamo convinti di essere sulla strada giusta - ha poi detto Nedved, uno dei pochi ad avere accettato di fare quattro parole -. Rispetto all’anno scorso, abbiamo fatto grandi progressi sul piano del gioco. Ci manca ancora un po’ di velocità, ma siamo solo in agosto: dateci altre due settimane di lavoro e saremo pronti». Per la Champions, ecco. «Siamo sinceri: mica possiamo preoccuparci per avere perso la Supercoppa - ha buttato lì Camoranesi -. I nostri obiettivi sono altri, anche se non fa mai piacere uscire dal campo sconfitti».
Eppure, in una settimana, la Juve ha perso prima con il Milan e poi con l’Inter: se mercoledì farà tripletta contro il Barcellona, potrebbe non essere un buon viatico in vista della Champions. È calcio d’agosto, certo, ma è anche vero che quando una stagione inizia in un certo modo diventa poi complicato cambiarne il prosieguo. «Io sono sereno e più che soddisfatto del comportamento della squadra», ha ribadito Capello. Anche di Del Piero? «Anche di lui: ha fatto la sua parte». Il capitano, in realtà, ha sbagliato un gol clamoroso e, soprattutto, è sembrato completamente fuori condizione pochi giorni dopo la partita con la nazionale: impossibile che Capello non se ne sia accorto.