Capello: Manchester no grazie

«Mi onora che pensino a me, però resto bianconero». E dà l’ultimatum a Ibra: «Basta stupidate in campo»

Alessandro Parini

da Torino

«Ibra, per favore, non farlo più». Fabio Capello tira le orecchie al perticone svedese. Con garbo, ma con chiarezza. L’espulsione contro il Bayern non ha inciso sul risultato finale della partita, ma all’ex giocatore dell’Ajax in settimana saranno fischiate un po’ le orecchie: prima il colloquio tra Moggi e il suo procuratore per parlare del prolungamento del contratto ma anche di un modo di stare in campo che dovrà per forza di cose migliorare, poi ieri la ramanzina soft di don Fabio. «Il secondo giallo poteva non starci, l’arbitro è stato fiscale: una volta che si è ammoniti, però, bisogna fare in modo che il direttore di gara non abbia alcun motivo per tirare fuori un altro cartellino. Sul primo, invece, non ho nulla da dire: è stata una stupidaggine, speriamo sia l’ultima».
Non resta che attendere. Magari oggi stesso, quando Ibrahimovic farà coppia con Trezeguet per dare l’assalto al Livorno dell’altro bomber Lucarelli: lo svedesone si è anche risparmiato la trasferta in Corea con la nazionale, difficile che Capello lo lasci seduto. Potrebbe riposare Nedved, atteso (come Zalayeta) dagli spareggi per la qualificazione ai Mondiali: al suo posto Mutu, con Camoranesi a destra. L’italo-argentino, nervoso contro il Bayern e sostituito una ventina di minuti dopo il suo ingresso in campo, è stato elogiato da Capello: «Un momento-no capita a tutti: voleva fare troppe cose tutte insieme, ma resta un giocatore per noi fondamentale». È una Juve che, nonostante il ko di sabato scorso contro il Milan, si gode le sue certezze. Con un Capello che si definisce «onorato del possibile interessamento del Manchester United nei miei confronti nel caso in cui Ferguson dovesse lasciare a fine stagione. Mi fa piacere essere ritenuto all’altezza di una panchina così importante, ma io vesto il bianconero».