Capello riprende la corsa E marca stretto Ballack

Il tecnico della Juve stasera nella tana del Palermo spedisce un avvertimento a Inter e Milan: «Possono fermarsi anche loro». Emergenza difesa, Nedved ko

Alessandro Parini

da Torino

Sorpresine della Befana. Una dalla Germania e una dall’Italia. Prima, quella da oltre-confine: dal Bayern Monaco la Juve preleverebbe a giugno non il difensore Willy Sagnol bensì Michael Ballack, vera stella della società bavarese lui pure in scadenza di contratto. Ventinove anni, centrocampista offensivo, giocatore completo e solido come il marmo, Ballack rispecchia il giocatore ideale di Capello: poca predisposizione allo spettacolo, tanta sostanza. Una specie di Nedved, insomma. Al cui proposito ecco la seconda (poco lieta) sorpresa: stasera, a Palermo, il ceco non ci sarà perché sofferente da un paio di giorni di una fastidiosa forma di labirintite. Al suo posto giocherà quasi certamente Mutu: così è stato ogni volta che l’ex Pallone d’Oro ha dato forfeit, così sarà anche oggi. Con buona pace di Del Piero, relegato ancora una volta in panchina perché Ibrahimovic e Trezeguet mica si possono discutere dopo una vacanza di dieci giorni che ne hanno ritemprato fisico e testa.
La Juve viaggia quindi verso la città di Schillaci, dove l’anno scorso giocò una delle più brutte partite della stagione, in condizioni di mini-emergenza: squalificato Zambrotta, con Chiellini non al meglio e Kovac ko per almeno altri venti giorni, la Signora deve ora rinunciare anche al biondo di Cheb. «Ce ne faremo una ragione, perché vogliamo ripartire dallo stesso punto in cui abbiamo terminato – ha detto Capello -. Può anche darsi che sarebbe stata meglio una partita più morbida, ma magari la difficoltà teorica dell’impegno ci aiuterà a essere più concentrati e a tornare vincitori». Deciderà il campo, come sempre. E, se la Juve ripartirà a mille, Inter e Milan dovranno per l’ennesima volta mettersi l’animo in pace: «È giusto che abbiano l’ambizione e la speranza di raggiungerci, altrimenti si comporterebbero come quegli impiegati che vanno in ufficio e si limitano a timbrare il cartellino: noi però partiamo da una posizione di vantaggio che intendiamo confermare. Tutti si aspettano un nostro calo, ma noi pensiamo che lo stesso possa accadere anche ai nostri inseguitori: mica hanno fatto poco finora». Sottintendendo così come sia stata la Juve a marciare con il turbo e a meritare tutti gli elogi possibili e immaginabili: «Nessuno si illuda che a un certo punto noi si decida di gestire l’eventuale vantaggio – ha poi avvertito Capello -: nel calcio, ragionamenti di questo tipo non esistono proprio. Si va in campo per vincere sempre e comunque». Magari – ma non è il caso di oggi – affidandosi a un turnover che da qui in avanti diventerà praticamente obbligatorio: «Avremo zero tempo per recuperare le forze, si giocherà sempre e dovremo alternare le forze. Mi sento però di dire che non arriverà nessun altro: la rosa è competitiva così e, nonostante ora sembri che scarseggino gli uomini, si tratta di un problema temporaneo e arginabile».
A proposito di problemi, veri o presunti, Cassano non è più tale per nessuno se non per il dietologo del Real Madrid: «Io l’ho trattato come pensavo fosse giusto – ha puntualizzato Capello -. Ribadisco che è importante che un giocatore con quei mezzi tecnici possa tornare in campo: se giocherà, sarà di grande aiuto anche per l’Italia ai Mondiali. Da parte mia, non credo di avere fatto cose clamorose: con lui ho vissuto momenti molto duri e altri più facili, ma credo sia una cosa normale in un rapporto di lavoro». Fine della telenovela, allora. E palla che passa in tutto e per tutto al Real Madrid: «Credo che in questa vicenda siano state brave sia la società spagnola che quelle italiane. Perez e compagnia hanno fatto un affare assicurandosi un gran giocatore, ma in Italia nessuno avrebbe potuto garantire alla Roma quello che ha poi pagato il Real». Già.