Capello: «Dopo la sosta ho visto facce allegre»

«Totti è un fuoriclasse, l’equilibrio di certe parole sta nell’intelligenza dei singoli. Non voglio sentire parlare di una Juventus blindata»

Alessandro Parini

da Torino

Capello, ancora Roma-Juve. Vero che nella capitale ci è già tornato da avversario l’anno scorso, ma certe sensazioni torneranno a galla. O no?
«Confermo quanto ho già detto in altre occasioni: a Roma sono stato benissimo, non bene. E ringrazio il presidente Franco Sensi per avermi permesso di allenare una grande squadra. Siamo rimasti al top per quattro stagioni su cinque e abbiamo anche vinto qualcosa: non è facile farlo tutti gli anni, l’importante è provarci fino in fondo».
Quando ha scelto di accettare l’offerta della Juve, era proprio finito un ciclo?
«Sì. Ha ragione Costacurta: dopo quattro-cinque anni, un allenatore deve cambiare aria. Servono nuovi stimoli, nuove voci, un nuovo ambiente. I giocatori a quel punto ti conoscono troppo bene: la solita lezione mandata a memoria, dopo un po’, stufa».
Perché all’estero non succede?
«Altro mondo. In Italia ci sono pressioni diverse, processi televisivi e atteggiamenti mentali altrove sconosciuti».
Quindi più di cinque anni in uno stesso posto non si può lavorare?
«Servirebbe un certo tipo di atteggiamento da parte dei leader dello spogliatoio. Comunque a Torino non si preoccupino: sono solo al secondo anno di contratto».
Rosella Sensi sta cercando di far sì che la Roma non sia più contro tutto e tutti.
«Sta facendo bene, a costo di risultare impopolare. Ha la giusta personalità per guidare la società verso un obiettivo preciso».
L’anno scorso, più che a una partita di calcio si è assistito a una partita di calci. Cosa si aspetta?
«Uno stadio pieno, finalmente. Tensioni? Pensiamo solo alla partita, non al resto. Non voglio sentire parlare di Juve blindata: non fa bene a nessuno».
In settimana, però, Totti l’ha tirata in ballo ancora una volta: l’hanno infastidita certe dichiarazioni?
«No. Ne approfitto per fare gli auguri a Francesco, alla signora Ilary e al piccolo Cristian. Che sia sano per tutta la vita: quella è la cosa più importante».
Secondo lei, Totti resta il miglior calciatore italiano?
«Le classifiche variano di anno in anno, dipendono da tante cose. Ma Totti resta un fuoriclasse: su questo non si discute».
Dalla capitale è però arrivata l’eco di alcune frasi un po’ oltre le righe.
«Ci sono situazioni particolari. E l’equilibrio di alcune affermazioni dipende dall’intelligenza dei singoli».
Da Totti a Cassano, sempre più lontano dai Mondiali. Che ne pensa?
«Aspettiamo il 30 gennaio, alla fine del mercato. Vediamo se giocherà ancora per la Roma o se andrà altrove. Non diamolo per spacciato».
La Juve come sta?
«Bene. La sosta ci ha restituito un sacco di facce allegre. Il tempo per preparare la partita è stato poco, ma va bene così».
Camoranesi si è calmato, come era negli auspici suoi e di Moggi?
«L’ho rivisto pimpante».
Il campionato, anche con Fiorentina-Milan, propone un turno interessante.
«Potrebbe esserci qualche rimescolamento, ma non perdiamo di vista l’obiettivo finale. Certo, la Fiorentina ha acquistato in morale e convinzione: potrà dare fastidio».