Capello striglia tutti E cena in caserma

da Torino

Esagera, Fabio Capello. Però, dopo essersi arrabbiato per il modo in cui è arrivato il ko di Brema, tiene i suoi sulla corda: «Siamo in emergenza generale, ho solo cinque difensori disponibili. Dovremo scendere in campo pensando di avere di fronte una grandissima squadra e non di pensare che prima o poi riusciremo a fare un gol. Sono proprio queste le partite difficili». L’avversario però è il Lecce, penultimo in classifica e pieno zeppo di ragazzini: «Il campionato non è chiuso. Il mercoledì di Champions è stato un elettroshock, ma di quelli che possono avere un effetto positivo» insiste Capello. La strigliata c’è stata, adesso tocca al campo. Con Kovac al posto dello squalificato Cannavaro e, sugli esterni, Pessotto (o Blasi) e Balzaretti. In attacco ci dovrebbero essere pochi dubbi per Del Piero e anche Capello pare adesso convinto dello stato di forma del capitano: «È tornato un giocatore importante. È talmente bravo e serio da avere convinzione nei propri mezzi e da poter raggiungere il mondiale anche senza l'infortunio di Totti». Ieri sera fuori programma per cena. La squadra, che non alloggia nel solito albergo del centro di Torino, è stata ospitata nela caserma «Riberi» della Guardia di finanza. Il comandante si è offerto di mettere a disposizione i locali ed allora la Juve si è portata dietro il vettovagliamento e il suo cuoco di fiducia è andato in cucina.