Capena, terra di pellegrini prima di Cristo

Loredana Gelli

Nella terra della dea Feronia per scoprire le bellezze della Valle Tiberina. Conciliare la voglia di svago e godere del fascino di uno dei siti archeologici più importanti della Sabina è possibile. Basta visitare, nel weekend, la città di Capena. L’itinerario che vogliamo segnalarvi, infatti, è quello del Lucus Feroniae, un importante antico centro di culto e di commercio che sorge là dove s’incrociavano le naturali vie di comunicazione offerte dal corso del fiume Tevere. Il nome deriva dal termine latino lux (luce) e indica il punto dove il sole raggiungeva i fitti boschi che ricoprivano la radura sacra alla dea Feronia. Proprio in questa cornice ideale si svolge, fino al 29 luglio il «Feronia Festival», uno degli appuntamenti più importanti nel panorama teatrale estivo che bene si armonizza con il paesaggio e le particolarità storico-archeologiche che il sito conserva.
Le leggende che ci sono state tramandate menzionano, per la prima volta, Lucus Feroniae, sotto il quarto re di Roma Anco Marzio, più di 600 anni prima della nascita di Cristo. In questo centro sorsero i primi edifici sacri dove si riunivano le popolazioni circostanti. Il santuario divenne famosissimo e Capena ricca e fiorente, come testimoniano i numerosi ritrovamenti di manufatti del periodo ellenistico. La fama dei suoi tesori attirarono persino Annibale che, nel 211 a. C. saccheggiò il Lucus Feroniae. Nell’epoca imperiale parte del territorio fu inglobato nel Patrimonium Caesaris come dimostrano le numerose ville sorte nella zona, la più famosa delle quali è la Villa dei Volusii. I resti oggi visibili sono, naturalmente, tutti di epoca romana imperiale: si riconoscono alcune statue equestri che facevano parte del Foro, la base di un grande candelabro e, nell’area del santuario e nella piazza del mercato, resti di altari, del teatro dove si svolgevano gli spettacoli sacri e alcuni elementi del tempio che, con la sua altezza di ben 12 metri, probabilmente ben visibile in tutta la Sabina, doveva costituire la maggiore attrattiva di tutto il territorio. Successivamente il nucleo abitativo, l’allora Castrum Lepronianum, fu ceduto ai Benedettini e, solo dopo la caduta dello Stato Pontificio, nel 1870, questo si staccò dalla giurisdizione dei monaci per diventare un comune indipendente acquisendo, più tardi, il nome di Capena.
Il santuario della dea Feronia, protettrice delle acque sorgive e di ogni fertilità, si trova al 18° chilometro della via Tiberina. L’esatta ubicazione fu individuata solo nel 1953, quando il principe Vittorio Massimo, proprietario del Castello di Scorano e dei terreni circostanti segnalò alla Soprintendenza dell’Etruria Meridionale, l’affioramento, durante i lavori, d’importanti reperti archeologici. Non meno interessante è passeggiare nel centro storico e visitare la bella chiese di San Michele Arcangelo, dei primi del Novecento, dove si può ammirare un pregevole trittico ligneo del Salvatore, la chiesa longobarda di San Leone, la chiesa Madonna delle Grazie e il Palazzo Abbaziale con la torre dell’orologio di epoca medievale.
Naturalmente, nel cuore della campagna romana, non possono mancare i richiami alla buona tavola che spaziano dagli antipasti latini e carne alla griglia del ristorante «Paoletto» alle fettuccine allo «stennarello» di «Felicino» e ai ravioli ai funghi porcini dello chef «Romano». Per informazioni: associazione culturale Polimusica (069032762 e www.feroniafestival.it) e Museo archeologico Lucus Feroniae (069085173).