Capezzone bipartisan arruola Musso e Pittaluga

Gagliardi (Fi): «Il sindaco si pronunci sull’ennesimo scacco all’economia locale»

Tanti i curiosi di sapere cosa ha in mente Daniele Capezzone, ex segretario nazionale dei Radicali italiani e deputato della Rosa nel Pugno. Un parlamentare di sinistra, che però ha già dichiarato in un'intervista al Giornale di incominciare a guardare anche a destra. E ieri, all'Hotel Bristol, erano molte persone con il Giornale sottobraccio per sapere dove porterà la network Decidere.net. Un'iniziativa del giovane radicale, che ha così accentuato le divergenze con il leader maximum Marco Pannella. Alla presentazione di decideregenova.net, Paolo Rebuffo, portavoce del network cittadino, non lo nasconde: «È più che probabile che si arrivi a un partito». Ma Capezzone precisa: «Noi guardiamo a proporre soluzioni concrete per il Paese, proprio come ha fatto Enrico Musso qui a Genova. Ho apprezzato il suo modo di fare politica, più vicino alle idee e alle persone che non ai partiti». Ed Enrico Musso era lì, con i venti euro in mano necessari per diventare membro a tutti gli effetti e pronto ad aggiungere «che anche se Daniele fa ancora parte del centrosinistra spero presto di poter lavorare a un progetto comune». Chiaramente di centrodestra.
Ma Musso non era il solo politico nostrano. C'erano diversi esponenti dei Riformatori Liberali, tanti giovani e un po' a sorpresa l'assessore all'economia G.B. Pittaluga, storico liberale che dopo essere stato assessore con Biasotti lo è diventato pure con Burlando. Lui non si iscrive, ma dice apertamente di condividere molti dei 13 punti indicati come priorità da Capezzone. «Sono qui perché è giusto dare solidarietà a chi ha il coraggio di battersi per il rinnovamento politico e morale di questo paese» dice. A novembre la prima assemblea nazionale dei membri, ma prima altri impegni: il 22 settembre a Roma per la manifestazione sul welfare, partendo davanti alla sede della Cgil «perché la sinistra massimalista e i sindacati non permettono di decidere». Poi, il 29 a Milano per la manifestazione sulle tasse. Più di mille le persone che al giorno entrano nel network perché «sempre più persone di destra e sinistra sono stanchi della cattiva politica e della cattiva antipolitica, ma vogliono proposte concrete» spiega Capezzone. Poi bastona Prodi, Padoa Schioppa, Veltroni, e anche Beppe Grillo, perché noi non stiamo né «con lui né con quelli che l'hanno generato». Risparmia i suoi compagni di partito: «Non devo dire nulla a loro, quello che ha subito degli attacchi indegni sono io». E infine attacca Andrea Lavarello, perché da buon liberale non esita a dire che quello che è successo alla Tv delle Libertà a Sestri Levante «è una roba da pazzi».