Capi griffati per bimbi alla boutique dei nomadi

Apparentemente erano turisti come tanti: un bel camper, figli al seguito e shopping nei centri commerciali più grandi di Genova. Il loro debole erano i capi d'abbigliamento griffati per bambini, la loro abitudine quella di non passare alla cassa. Così facendo, in poco più di un anno, una ventina di nomadi sinti originari del Piemonte sono riusciti a creare un giro illecito di pantaloni, maglie e scarpe per bambini e adolescenti, delle marche più prestigiose rivenduti a prezzi stracciati sul mercato nero. Spesso i ladri specializzati in taglie baby, ricevevano le ordinazioni via telefono e poi agivano di conseguenza, rubando jeans o camicie, di una marca piuttosto che di un'altra, a seconda della richiesta. Ad agire nei centri commerciali genovesi erano soprattutto donne, ben vestite ed educate che, con la complicità di borse capienti, facevano sparire anche una ventina di capi in poche ore. Tra i diciannove nomadi arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Cuneo, ci sono anche quattro donne specializzate proprio nei furti di abbigliamento.
Per tutti l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione. Almeno una volta al mese si recavano in Liguria e, fingendosi turisti, si fermavano per qualche giorno in campeggio e da qui partivano per mettere a segno i colpi nei centri commerciali di Genova. A loro gli inquirenti sono arrivati indagando su furti e rapine in Piemonte, Liguria e in Lombardia, per un totale di 102 colpi accertati.