Capire l’arte «inContemporanea»

Igor Principe

L'idea che sta alla base dell’iniziativa della Provincia, «inContemporanea, la rete dell'arte», si declina in due modi: un programma triennale di proposte e un'opera di valorizzazione delle realtà che già operano tra Milano e dintorni. Nel primo punto spicca un ciclo di incontri sull’arte contemporanea che, da oggi (alle 18) e per tutto il 2006, si terranno allo Spazio Oberdan: «Perché non parli?», il cui scopo è avvicinare il pubblico alla comprensione di opere «difficili». Per questo studiosi e artisti dialogheranno su cosa significhi fare arte oggi.
La valorizzazione delle realtà milanesi, invece, passa da mostre ed eventi. «Numero zero» è il nome della manifestazione che, dal 22 marzo al 2 aprile, vedrà impegnate 16 associazioni culturali nel dar vita a nuovi progetti. A supportare la loro attività, 33 gallerie, 4 fondazioni (Prada, Trussardi, Ratti e Stelline) e altre istituzioni (tra cui l'Accademia di Brera) ospiteranno i progetti medesimi. In particolare, «Gallerie aperte» è l'appuntamento del 23 marzo con le aperture serali, dalle 18 alle 24.
All'interno di «Numero zero» c’è la prima delle mostre che la Provincia promuoverà per il 2006 e parte del 2007. Si intitola «Ecce uomo» (33+1 artisti contemporanei), è curata da Gemma De Angelis Testa e Sergio Risaliti e sarà allo Spazio Oberdano il 23 marzo. Tema: l'«Ecce homo» nell’arte contemporanea, raccontato con le opere di Marina Abramovic, Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Juan Muñoz, Bill Viola e altri calibri del panorama internazionale. «Milano è da sempre un punto di riferimento e un luogo di stimolo per l'arte», dice Gabi Scardi, che con Giacinto Di Pietrantonio, Vittorio Fagone e Roberta Valtorta costituisce la commissione scientifica incaricata della programmazione allo Spazio Oberdan. «Le idee e l'innovazione che ha espresso hanno alimentato anche il tessuto economico e imprenditoriale. Ora è più vetrina e meno laboratorio. L'obiettivo è rivitalizzare questa sua seconda faccia, che comunque non è del tutto spenta ma produce ancora cose molto interessanti». E che meritano di essere divulgate».