Capirossi e la Ducati: «Non siamo inferiori»

Loris soddisfatto anche perché è in testa al mondiale: «Una sola incognita, le gomme»

Nanni Scaglia

da Scarperia

Solo Capirossi e la Ducati potevano oscurare Valentino. In pista come sulle tribune, dove le bandiere gialle con il numero 46 facevano passare in secondo piano tutte le altre. Ma l'accoppiata italiana fa sognare gli appassionati e se proprio Valentino doveva perdere al Mugello, i tifosi sarebbero stati ben felici di celebrare il trionfo di Loris. Quando è cominciato l'ultimo giro, con i due rivali staccati di due soli millesimi, in molti hanno creduto e sperato che Capirossi ce la facesse.
«Valentino non è un essere umano e Loris è stato comunque grandissimo ad arrivare secondo» è la celebrazione a Rossi di Filippo Preziosi, il direttore sportivo di Ducati Corse, il papà della Desmosedici GP6, la moto che fa impallidire la Yamaha M1 e la Honda RC211V. Ma Capirossi non è inferiore a Rossi e i tecnici della Ducati lo sanno perfettamente tanto che, quando il pilota è tornato al box, è stato accolto da un lunghissimo applauso.
«Valentino è un avversario forte - sono le parole di Loris - le sfide tra me e lui sono sempre le più belle, anche se non vinci. Ci siamo sorpassati tante volte, senza scorrettezze: credo che sia un qualcosa di meraviglioso per il nostro sport. In queste volate, a volte ce la fai, altre perdi, ma il secondo posto è comunque un grandissimo risultato».
Altro che, roba da fregarsi le mani. Anche perché Capirossi è tornato in testa al mondiale, a pari merito con Nicky Hayden. «Sto attraversando un grandissimo momento - conferma - sono partito forte in questa stagione e sto continuando bene. La mia moto è molto equilibrata, rimane l'incognita del rendimento delle gomme e adesso ci aspettano gare storicamente difficili per le Bridgestone. Ma abbiamo la possibilità di salire sempre sul podio».
Un'accoppiata così fa perdere la testa. Da una parte il pilota più grintoso e coraggioso di tutto il motomondiale, dall'altra l'unica moto europea in grado di tenere testa ai giapponesi. Negli ultimi decenni ci hanno provato in tanti a sconfiggere Honda e Yamaha, ma sia la Cagiva, sia l'Aprilia ne sono uscite piuttosto malconce. La Ducati, però, ha ben altra consistenza.
«Al Mugello - svela Preziosi - abbiamo utilizzato una nuova gestione elettronica: piccolissimi dettagli, ma quando parli di centesimi, conta ogni particolare». Insomma, a Borgo Panigale sanno bene come si costruisce una moto e continuano a lavorare per aggiornare un progetto vincente. Il prossimo obiettivo è conquistare un grande risultato con entrambi i piloti. Capirossi c'è sempre, Gibernau può arrivare: al Mugello ha tenuto botta per 15 dei 23 giri, quando un problema con uno stivale lo ha tolto dal podio, staccato di tre secondi. Un peccato, ma la Ducati è pronta per piazzare entrambi i piloti sul podio.