Capirossi studia da dottore

Giovanni Zamagni

da Motegi

Doveva essere il giorno di Valentino Rossi, è stato il grande trionfo di Loris Capirossi. Una vittoria annunciata, dopo due giorni di prove dominate, ma non per questo meno entusiasmante. In passato Loris aveva sprecato occasioni d’oro ed essere riuscito a salire sul gradino più alto del podio da favorito è la migliore conferma che, a 32 anni, Capirossi ha raggiunto una grande maturità. «Ho dimostrato di essere in grado di vincere da solo», dice Capirossi. Scattato così così dalla pole position, Loris ha fatto una delle gare più intelligenti della sua carriera, prendendo qualche rischio ma facendo tutte le mosse giuste: ha controllato all’inizio, rimanendo sempre però a un niente dalla prima posizione, e quando a sei giri dalla fine ha deciso che era giunto il momento di attaccare, ha passato Biaggi e ha fatto il vuoto.
«Dopo una partenza non perfetta – continua – mi sono messo dietro a Melandri. Lui nelle fasi iniziali è molto aggressivo e così gli sono rimasto dietro. Poi, nel tentativo di superarlo, sono finito sull’olio di Nakano e sono stato passato anche da Biaggi. Sapevo, però, di avere un buon ritmo. Mi sono riportato al secondo posto, ho controllato un po’ Max senza attaccare per non consumare le gomme. Volevo comunque evitare la volata e vedendolo un po’ in difficoltà l'ho passato, e ho preso subito un buon margine. Ho capito che avrei vinto».
È il successo più bello per Capirossi e la Ducati. Se quello del 2003 era stato storico, perché il primo nella classe regina, questo è più vero: allora, a Barcellona, era stato favorito da una distrazione di Rossi, questa volta è invece frutto di una superiorità schiacciante. Come confermano la pole e il giro più veloce in gara. «Dopo il secondo posto di Brno, la Bridgestone ha continuato a sviluppare e qui hanno portato nuove gomme competitive. Nei due giorni di prove ho coperto la distanza di 5 Gp e il successo è il giusto premio. La Ducati ha dimostrato di avere fiducia in me, facendomi un contratto da prima guida e dimostrandomi stima. Spero di averli ripagati con questo successo. Che è indubbiamente più bello di quello del 2003, perché l’ho conquistato senza che nessuno mi regalasse nulla. E riuscire a vincere in casa della Honda dà ancora più gusto, perché la Ducati, al confronto, è una piccola azienda. Ma, proprio come me, ci mette il cuore».
Peccato solamente non aver battuto in pista Valentino Rossi... «Mi sarebbe piaciuto giocarmela all’ultimo giro con lui, ma penso che non ce ne sarebbe stato per nessuno!». Del «vecchio» Loris, il «nuovo» Capirossi conserva la grinta, la determinazione, il coraggio, la voglia di provarci sempre e comunque. Il pilota della Ducati è forse l’unico che non ha nessun timore riverenziale del campione della Yamaha e se è assistito da una moto all’altezza della situazione, come è la Desmosedici 2005, e da gomme Bridgestone finalmente competitive, allora Loris diventa uno dei migliori piloti in assoluto.