«Capisco bene Enrico Io avrei fatto lo stesso»

Vespa, il suo avversario Mentana è una vittima?
«Non mi permetto di dire chi ha ragione tra Mentana e Mediaset. Però capisco, da giornalista, che a Mentana sia molto dispiaciuto di non andare in onda in prima serata, in una serata come quella poi».
Al punto da dimettersi?
«Non commento le sue reazioni, però un giornalista di razza non vuole rimanere a piedi mentre la trasmissione concorrente va in prima serata. È naturale. Dopodiché la logica Mediaset è una logica commerciale, quindi si regola come crede».
Lei come avrebbe reagito?
«Al posto suo mi sarei comportato, al di là delle dichiarazioni, allo stesso modo esprimendo lo stesso malessere. Poi ci sono dei problemi aziendali - che non so se siano tutti quelli che noi conosciamo - su cui non voglio intervenire».
A lei è successo di non poter andare in onda per scelte aziendali che non ha condiviso?
«Certo, mi è capitato con l’omicidio Falcone. Andò in onda uno show, la direzione generale non ritenne necessario programmare uno speciale».
E lei?
«Feci il pazzo come ha fatto Mentana. Ma c’è una differenza: io ero sul servizio pubblico, e mandare un varietà invece della strage di Capaci è una enormità».
Discorso diverso per una tv commerciale?
«Ha altre logiche, quando si lavora in una tv commerciale vanno messe nel conto».
Lo speciale è stato affidato a un’altra rete del gruppo.
«Infatti, c’è una logica interrete: mentre in Rai quando succede un avvenimento del genere è naturale che vada in onda Raiuno, a Mediaset vanno in onda altre reti, commercialmente meno importanti».