Capisco i "centrini": stanno bene a tavola

Alla fine dovranno imporre la Ztl anche per entrare nel centro poli­tico: vi aspirano in troppi. Sciami di centristi veri e posticci ronzano oggi su De Gasperi

Alcide De Gasperi

Alla fine dovranno imporre la Ztl anche per entrare nel centro poli­tico: vi aspirano in troppi. Sciami di centristi veri e posticci ronzano oggi su De Gasperi. Tra i nuovi centristi ci sono Italia futura e ora Fermare il declino , guidato da lodevoli personalità. La lo­ro parola d’ordine è «Rivoluzione libe­rale».

Lasciatemi dissentire da questo mot­to che ispira stima unanime. Primo, perché non mi piace la sua origine. La usava quel magnifico idealista di Piero Gobetti, ma per lui la rivoluzione sovie­tica era prototipo di rivoluzione libera­le. Ammazza che liberale... Poi, negli ul­timi decenni l’hanno vagheggiata in troppi: non solo Berlusconi ma anche Veltroni e perfino d’Alema, oltre che Scalfari e il Corriere . Le parole di unani­me consenso non mi piacciono perché vuol dire che nascondono significati di­versi e op­posti e non hanno alcun signi­ficato vero e preciso. Se vuol dire meno tasse e meno spesa pubblica è una pro­posta di buon senso, non c’entra la rivo­luzione liberale. Se invece vuol dire che il mercato dev’essere lasciatolibe­ro e lo Stato va castrato allora no, arriva troppo tardi. Aveva senso ai tempi di Reagan e della Thatcher, non ora che il problema è proprio lo strapotere del mercato e delle sue agenzie.

Oggi è più urgente rifondare la sovra­nità politica, popolare, nazionale, for­se monetaria e statuale. È fondamenta­le riscoprire la tradizione ed è necessa­rio che alla crisi economica non si dia­no solo risposte economiche. Che c’en­tra la rivoluzione liberale? Capisco in­vece il ruolo dei centrini: stanno bene a tavola.

Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 19/08/2012 - 21:28

La 'rivoluzione liberale' è uno di quei stratagemmi tampone che i nostri politici fighetti, ormai tutti a secco di idee, particolarmente a ferragosto, adottano per menar il can per l'aia. Occorre il passaparola 'DonFalcuccio'. Una mano davanti ed una di dietro.

Nadia Vouch

Dom, 19/08/2012 - 21:33

Se però non ci sono i privati ad interessarsi, con denaro proprio, di dare ossigeno per esempio al settore culturale, come ne è ora esempio l'opera di recupero del Colosseo da parte di Della Valle, lo Stato non potrebbe farlo. Così pure trovo corretta la convivenza tra scuole pubbliche e private, con favore verso le seconde se sono valide. Riguardo all'industria, non mi convince l'idea di un intervento statale volto a finanziare imprese in crisi: con quali criteri dovrebbe essere operata una scelta tra chi assistere e chi no? Per quali produzioni? Riguardo ai tagli alla spesa pubblica, dipende da cosa si taglia. Se aumentare la sovranità politica, popolare e nazionale diviene qualcosa che assorbe ulteriori risorse economiche per pagare un complesso apparato politico e burocratico, non sono d'accordo. Infine, non siamo negli Anni Ottanta, ma anche sul piano internazionale oggi vi sono scambi con potenze economiche di allora non come le attuali, come l'India, la Cina, il Brasile, l'ex URSS, mentre altre nazioni, in Europa come in America hanno visto modificare e spesso decrescere la propria economia. Poi, che esista un centro, e di che tipo esso sia, dipende da ciò che sta ai lati. Dipende dalla forma del tavolo, dalla fattura e dal colore del centrino. Ma, se uno adesso non lavora, non si può dirgli che non ha lavoro perchè sì c'è la crisi, ma non sarà attraverso l'economia che si risolverà. Se non pianto dei semi nel terreno, col solo pensiero, mi cresceranno piante fantasiose, ma la pancia resterà vuota. Nessun piatto in tavola, nè tovaglia, nè centrini.

sorciverdi

Dom, 19/08/2012 - 21:41

E poi che dire del ronzare attorno a De Gasperi? In tanti santificano De Gasperi che, non scordiamocelo mai, lasciò che Giovanni Guareschi venisse mandato a marcire in prigione per aver fatto il suo mestiere di giornalista pubblicando carte che pare dimostrassero che De Gasperi aveva sollecitato bombardamenti sulle città italiane agli Alleati durante la seconda guerra mondiale. Esperti calligrafi giudicarono autografe quelle carte ma finì che furono bruciate e Guareschi finì in galera dove la sua salute prese un colpo tanto duro da portarlo alla morte pochi ani dopo a sessant'anni. Credo che tutta la Storia sulla seconda guerra mondiale non sia stata scritta per evitare imbarazzi ai vincitori e che perlomeno il dubbio sull'opportunità di bruciare quelle carte (disposizione della Magistratura di allora) rimanga molto forte ma, si sa, erano momenti difficili ed il riconoscerle per autentiche avrebbe probabilmente spostato l'elettorato in modo sgradito ai vincitori. Per questo non mi piace De Gasperi. Aggiungo che se davvero era cristiano come diceva di essere avrebbe potuto ed, anzi, dovuto fare un gesto di magnanimità e fare qualcosa per evitare la galera ad un uomo che si era già fatto oltre due anni di campo di concentramento per non voler collaborare coi tedeschi. Questo ne avrebbe fatto un grande, perlomeno umanamente. Quindi De Gasperi padre della Patria? Mah, lasciatemi coi miei dubbi e voi pensate ciò che vi pare, però almeno informatevi prima sul "caso Guareschi".

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Lun, 20/08/2012 - 11:18

Giusto giusto, centrini fa anche rima con fini e casini (volutamente minuscoli) e loro sono specialisti a mettere le gambe sotto un bel tavolo apparecchiato con tanti bei centrini sui quali vengono appoggiate le loro pietanza preferite. Senza ovviamente disdegnare tovaglie ricamate o tovaglie da bocciofila, anche senza centrini, purché si possa mangiare a crepapelle. A settembre, abbronzati e con la pancia piena, ricominceranno con le solita solfa di quello che si deve fare ma che sanno benissimo, poi nessuno potrà realizzare. Dal Colle non arriverà mai il consenso alle riforme principali: Costituzione, Giustizia, Legge elettorale altrimenti il sinistro progetto del monarca che lo abita, andrebbe in fumo. Noi popolo, sorbiamoci la solita brodaglia nella quale navigano parole trite e ritrite, su una povera tavola, senza tovaglie e senza centrini che ormai, la ancor più povera gente, usa per spolverare, dato che sono troppo logori e sfilacciati. E che Dio ce la mandi buona. #Dario Maggiulli# Se ci sei batti un colpo, non facciamo altro che rincorrerci sul blog. Vai al tuo credo, ultimo commento (L’altra faccia della medaglia). Ciao, ciao -Rosella-

Ritratto di lucavelasco

lucavelasco

Lun, 20/08/2012 - 12:54

In Italia la rivoluzione liberale, in bocca a chiunque, è una patacca. Per vendere e guadagnare su un prodotto sconosciuto. Specie ai mercanti. In Italia una sola rivoluzione è stata possibile, quella fasciocomunista. Ed in un certo modo ancora lo è. Fascisti e comunisti, scamiciati e vocianti, hanno fatto intravedere la loro cultura. Stato sovrano, dittatore, regole ferree, specie le più stupide e tante tante leggi. Corpi dello Stato numerosi e paludati. E cittadini giù appecoronati. Zitto tu che sei un ignorante. L'Italia in fondo è questa. Comica addirittura quando vuol fare la guerra. Ai suoi oceanici sprechi. Via le province ma gli addetti che cuccano l'80% del cucuzzaio non si toccano. Guerra agli sprechi ma guai ad abrogare le leggi stupide e numerose che li producono. Guerra ai politici ma il numero è in aumento. Guerra alle spese folli ma giù appecoronati davanti al signor sindaco democratico che ha appena ricevuto l'inchino da un mastodonte da crociera. Abbiamo fatto l'Italia, bombardato e derubato i terroni, eppoi abbiamo preso a modello proprio Franceschiello, il loro re. Che ora ci rappresenta tutti e bene. Ma quale cultura liberale? Sedetevi e magnate, finchè ce n'è.

Ritratto di max2006

max2006

Lun, 20/08/2012 - 13:42

Credo che il più grande errore di De Gasperi sia stato quello di imporre una scelta repubblicana e non monarchica per l' Italia. Ma questo con il senno del poi. Non si può però dimenticare il De Gasperi che dopo il congresso di pace di Parigi riuscì a riammettere il paese nel consesso delle grandi nazioni e che in collaborazione con Luigi Einaudi pose le basi per il boom economico. Non so se sia un santo. So che è stato una statista che pensava al futuro, cosa che i politici di oggi dovrebbero pulirsi la bocca solo al pensiero di poter competere con lui. In quanto ai centrini è meglio inamidarli. Per poi metterli in un cassetto e non farli uscire più.

pajoe

Lun, 20/08/2012 - 15:05

I centrini stavano bene a tavola nei primi anta del 1900, oggi non sono più generi d'arredamento, sono stati a ragione dimenticati per via della polvere.Complimenti per il Suo "Panoramico" articolo.