La capitale dei grandi eventi Dopo la Champions è subito G8

Promossa a pieni voti, dopo la prova Champions League (al punto che, come riferiamo a fianco, qualcuno propone di fare di Roma la sede permanente della finale della manifestazione) , la capitale si prepara ad un test altrettanto difficile, il G8 dei ministri della Giustizia e degli Interni. Altri due giorni di passione per i romani, ancora zone chiuse al traffico, parcheggi off-limits, cassonetti dei rifiuti rimossi, rischio ingorghi o contestazioni intorno ai luoghi dove questa mattina cominceranno i lavori ufficiali del vertice, presso la Scuola di polizia di via Piero della Francesca, al Flaminio, e intorno alla Cassazione, a piazza Cavour, dove nel pomeriggio le delegazioni parteciperanno ad una cerimonia in ricordo di Giovanni Falcone. Centinaia gli agenti dei reparti mobili schierati nelle zone a rischio. Divieti di sosta e deviazioni anche in gran parte del centro storico, in particolare a via Veneto, dove si trovano gli alberghi che ospitano i ministri stranieri.
Misure di poco conto, tutto sommato, rispetto a quelle prese da prefettura e Comune per fronteggiare l’invasione dei 50mila tifosi inglesi e spagnoli arrivati a Roma per assistere a Manchester United-Barcellona. Non ci sono stati scontri tra tifoserie, temuti anche dalla stampa inglese, ma soltanto incidenti di poco conto, anche i disagi per i cittadini sono stati limitati. «Mercoledì nella finale di Champions League non ha vinto solo il Barcellona ma anche la città di Roma», si è inorgoglito il sindaco Gianni Alemanno, sottolineando che il sistema di sicurezza ha retto, le due tifoserie non sono venute a contatto e il deflusso è stato gestito con sorprendente regolarità. «Anche i festeggiamenti nel centro cittadino - osserva Alemanno - si sono mantenuti in un limite di civiltà, senza eccessi e senza neanche opprimenti coprifuochi». Un bel lavoro di squadra, insomma, riconosciuto anche dai giornali stranieri. «Ringraziamo The Guardian che, con fair play tutto britannico, ha sostituto le polemiche della vigilia con un grande riconoscimento per la nostra città», ha sottolineato il sindaco. Soddisfatto anche il questore Giuseppe Caruso («Meglio di così non poteva andare») e il prefetto Giuseppe Pecoraro, che ha ringraziato tutte le forze dell’ordine per il loro contributo, ma anche gli enti locali e i romani per la loro pazienza. Unico rammarico, per il prefetto, quei commercianti che hanno eluso l’ordinanza anti-alcol. Alla fine le persone denunciate per essere state sorprese a vendere sostanze alcoliche ai tifosi sono state 80. Il caso più eclatante quello di un ristorante cinese al Flaminio dove il titolare stava servendo alcolici e liquori di ogni genere a un centinaio di tifosi del Manchester completamente ubriachi. La polizia ha chiuso il locale. Il bilancio finale - tra scontri, piccoli furti e commercio di capi contraffatti - è di 24 arresti e 69 denunce. Gran daffare anche per l’Ama che intorno allo stadio Olimpico ha raccolto 15 tonnellate di rifiuti.
Da oggi un nuovo test per la capitale. «Oggi e domani saranno giornate calde per Roma - avverte il prefetto - anche se non ci saranno zone rosse e le manifestazioni di dissenso saranno consentite nel rispetto delle regole». In realtà i No Global si sono fatti sentire già ieri, entrando nelle acque della Barcaccia, la fontana di piazza di Spagna, urlando «siamo tutti clandestini». Una cinquantina di manifestanti, poi, hanno effettuato un blitz nella sede romana dell’organizzazione internazionale per le Migrazioni, bloccando il traffico in via Nomentana. Domani ci saranno disagi in centro per un corteo organizzato dalla rete «No G8» che partirà alle 14 da piazza di Porta Maggiore.