La capitale alla guerra del colore: un piano per gli edifici del centro

Roma si colora di nuovo. Anzi d’antico. Con sgravi fiscali sull’occupazione di suolo pubblico fino all’80 per cento per i condomìni che decideranno di restaurare le facciate dei loro edifici danneggiate da writer, residui di manifesti abusivi, o semplicemente da pioggia e sole che nel tempo hanno sbiadito l’originario colore degli edifici in centro storico ma anche nel resto della città. È questa la norma cardine del Piano del colore della città storica presentato dai consigliere Dino Gasperini, delegato del sindaco per il Centro storico, e Lavinia Mennuni, e approvato ieri dal consiglio comunale con delibera 41/2009.
La delibera, che rientra nella più generale campagna antidegrado della città, prevede la costituzione di una commissione per il Piano colore della città storica, che stabilirà la gamma di colori da utilizzare per il restauro delle facciate degli edifici in centro storico. Gli sconti fiscali scatteranno per i condomìni che restaureranno le facciate dei loro palazzi in un massimo di nove mesi. Oltre tale termine, infatti, l’esenzione decadrà e verrà applicato l’intero canone previsto. Per poter inoltre fruire dell’esenzione dal pagamento del canone sulla pubblicità apposta sui ponteggi, la durata degli annunci promozionali non dovrà essere superiore a otto mesi dalla data del rilascio della concessione di occupazione di suolo pubblico.
Il piano riguarderà sia gli stabili privati che quelli pubblici e sarà esteso a tutta l’area del centro storico e della città storica della capitale. «L’obiettivo - ha detto Mennuni - è proprio quello di proteggere il decoro di un patrimonio edilizio considerato, oramai, ad alto rischio, fissando una serie di parametri che devono diventare norma cogente. Il Piano in questione, consentendo di applicare il colore corretto sulle due diverse parti delle facciate degli edifici eclettici, tecnicamente note come fondi e risalti, utilizzando una specifica tavolozza cromatica che agevolerà la scelta, scongiurerà il rischio di incorrere in errori, garantendo, in tal modo, il rispetto delle partiture decorative originali, che torneranno ad essere evidenziate dalla luce del giorno. In tal modo potremo finalmente restituire alla capitale l’armonia perduta della sua originaria immagine urbana, salvaguardando il colore dei suoi muri e garantendo il decoro degli spazi cittadini, nel verde e nell’arredo». Questa operazione, «porterà dei benefici non solo al Comune di Roma tramite gli introiti dell’occupazione di suolo pubblico - ha detto l’assessore capitolino al Bilancio, Maurizio Leo - ma anche benefici per le imprese a livello di fatturato».
Altra delibera approvata in aula Giulio Cesare è quella a tutela delle botteghe storiche, di iniziativa di Francesco De Micheli e dello stesso Gasperini: viene prevista l’istituzione di un albo degli esercizi commerciali storici e di eccellenza di Roma, nel quale rientreranno le attività con almeno 70 anni di vita o gestite consecutivamente da tre generazioni di famiglie romane. Una commissione congiunta tra gli uffici comunali preposti, la Soprintendenza di Stato e quattro membri nominati tra gli aderenti alla consulta dei negozi storici e di eccellenza, valuterà le domande per l’inserimento nell’albo e si occpuerà di tutelare, preservare e promuovere questi esercizi e la loro storia. Agli esercizi sarà chiesto di apporre, ovunque sia possibile, vicino al loro marchio, il nome di Roma in modo di pubblicizzare la città anche all’estero.