LA CAPITALE DEL GUSTO

Ottoemezzo: un omaggio al regista della Dolce vita Federico Fellini; un richiamo all’ora di cena; e in fondo anche un ottimo voto. I primi due sono richiami voluti da Filippo Antonini e Lorenzo Battaglia, i titolari di questo ristorante aperto a fine maggio in via Boncompagni e quindi a pochi passi da via Veneto (da qui la Dolce vita e Fellini). Il terzo è farina del nostro sacco.
Perché Ottoemezzo merita una promozione piena, pur se ancora in fase di rodaggio. La cucina, curata dal ventottenne Mattia Miscia, romano e allievo di Marco Gallotta (lo chef di Primo al Pigneto) e di Fabio Licheri, è semplice e intelligente, e gioca tutto sulla freschezza e il rispetto degli ingredienti. Una cucina di territorio con frequenti richiami «bassi», quasi casalinghi, epperò di grande qualità. Con una cura formale nella presentazione che non travalica mai la sostanza. In carta in questi giorni tra gli antipasti una sapida ma leggera Caponatina di melanzane, zuppetta di pomodoro e gamberi al vapore e un Diplomatico di fichi e prosciutto che gioca con l’idea della romanissima pizza&fichi. Tra i primi equilibrati i Paccheri di Gragnano al pesto con mandorle e ragù di maiale piccante. Secondi tra regionalità (ottimo Maialino porchettato) e suggestioni orientali (Tempura di pesce e verdure). Tra i dolci ci è piaciuto assai il Semifreddo al Mojito. Carta dei vini bene assortita e con ricarichi onesti: bonus per la buona proposta al calice, malus per la scarsa presenza di etichette laziali (ma i proprietari promettono di aumentarla). Prezzo tra i 40 e i 50 euro senza vini. Architettura contemporanea senza estremismi, con archi di mattoni a volta e arredi sobri e raffinati. Ambienti che ruotano attorno a un bancone-bar fluo e informale e alla cucina come luogo-totem.
Ottoemezzo, via Boncompagni 83-83, tel. 0645554413, www.ottoemezzoroma.it, chiuso la domenica.