Il Capitale? Un romanzo gotico

Non più classico della filosofia e dell’economia politica, bensì romanzo gotico, dramma vittoriano, tragedia greca, satira à la Swift. L’introduzione di Francis Wheen, biografo inglese di Karl Marx, alla riedizione del Capitale nella collana dell’editrice Atlantic Books that Shook the World, vuole rivoluzionare la visione dell’opera di Marx. Secondo Wheen, e fuor d’ironia, si tratta di un capolavoro letterario incompiuto, che Marx avrebbe scritto sotto l’influsso della lettura di Tristram Shandy. L’intuizione di Wheen si basa sul fatto che Marx, poco prima di dare il primo volume del Capitale alle stampe, incalzò Engels perché leggesse il racconto di Balzac Le chef d’oeuvre inconnu, storia di un pittore che lavorò dieci anni ad un ritratto che rappresentasse la Realtà.