«La capitale vuole ricominciare a sognare»

Stefania Scarpa

La crescita di Roma? «Altro non è che il frutto delle riforme fiscali del governo Berlusconi, ed è necessario che la sinistra sia intellettualmente onesta nel riconoscerlo». Giampaolo Sodano, coordinatore romano di Forza Italia, sintetizza così il «bluff» mediatico del Campidoglio. E lo fa nel corso della seconda puntata del convegno «I mali di Roma», tenutosi ieri alla Residenza Ripetta. Sodano vuole solo ristabilire la verità su alcuni cavalli di battaglia di Veltroni. Il turismo in crescita, ad esempio: «Non dipende certo da questa giunta se i tedeschi che vengono a Roma sono aumentati del 20 per cento dall’avvento al soglio pontificio di Benedetto XVI. E non dipende certo da Veltroni se le compagnie low cost hanno aumentato le loro tratte a basse tariffe sulla capitale».
Insomma: «Accanto alla Roma di celluloide, tutta luci e decibel proposta e raccontata ai romani dal Sindaco Veltroni - fa notare Sodano c’è un’altra Roma lontana dai riflettori, invisibile ed immersa nel degrado». Sodano fa un breve elenco delle emergenze più gravi: «Corviale (XV municipio), Bravetta (XVI), Tor Bella Monaca (VIII), Laurentino 38 (XII), Quartaccio (XVIII) sono i quartieri simbolo di quello che può considerarsi un vero e proprio terzo mondo romano». Sodano ha poi toccato altri temi: «Il 42 per cento dei romani vogliono spostarsi con la propria auto: è un diritto sacrosanto che va loro garantito quello di spostarsi come meglio si desidera. Forza Italia vuole cambiare la città, Veltroni vuole invece cambiare la mentalità de cittadini. Questa una delle differenze che ci contraddistingue da questa amministrazione. Non volendo intervenire sui reali problemi di Roma è più semplice intervenire sulle abitudini dei suoi cittadini chiedendo loro di non prendere i propri mezzi».
Tre sono i fronti sui quali Forza Italia pensa sia più urgente agire: un uso del territorio differente, con politiche abitative alternative, un Piano Regolatore più funzionale e una viabilità migliore; l’avviamento di un reale e diverso decentramento, alla luce del decentramento fallito degli attuali municipi; il risanamento finanziario di Roma, paralizzata da un debito macroscopico (7mila milioni di euro).
Ed è proprio sul maxi-indebitamento che insiste l’eurodeputato Antonio Tajani: «Se si fosse speso meno e meglio, se non fossero stati sperperati i soldi dei cittadini, oggi la capitale non navigherebbe nei debiti che purtroppo ammontano a 7000 milioni di euro», dice Tajani riferendosi anche alla condanna della Cassazione sulle consulenze dell’ex sindaco Francesco Rutelli. E a proposito del precedente sindaco, Alfredo Antoniozzi trancia un giudizio senza appello: «Se la Giunta Rutelli è stata condannata a risarcire gli sperperi per le spese di consulenza che cosa accadrà a Veltroni che ha allargato in maniera paurosa le spese per il suo staff?». Antoniozzi ha quindi parlato del «decentramento dei municipi mai attuato, municipi che sono 19 scatole vuote e che dovrebbero invece essere dei piccoli Comuni autonomi con risorse politiche ed economiche proprie». E la coordinatrice regionale Beatrice Lorenzin: «Questa città ha bisogno di ricominciare a sognare. Di sognare che può essere una città di servizi, mentre ora è una città di disservizi». Al convegno ha partecipato anche l’onorevole Cesare Previti.