Capitalgest non teme i ribassi azionari

Guglielmo Restelli

Il gruppo Banca Lombarda amplia la propria offerta di fondi speculativi. Prodotti ad alto contenuto di specializzazione e gestiti da Capitalgest Alternative Investments, la Sgr hedge del gruppo creditizio bresciano, che da inizio anno propone il nuovo fondo Capitalgest Alternative Aggressive. Si tratta di un Fondo di fondi multimanager di tipo azionario che punta a raggiungere rendimenti assimilabili a quelli dell’indice Msci Equity Free, offrendo nel contempo una protezione degli investimenti durante le fasi di ribasso dei mercati azionari. Indicativamente l’obiettivo di performance, in un contesto borsistico favorevole come quello del 2005, è compreso tra il 15 e il 20% a fronte di una volatilità sempre inferiore a quella dell’indice di riferimento. Il prodotto, che si aggiunge ai due fondi già esistenti Capitalgest Alternative Conservative e Capitalgest Alternative Dynamic, propone quindi un profilo rischio/rendimento molto simile a quello che un risparmiatore otterrebbe investendo in un singolo hedge fund di tipo azionario (guadagni durante le fasi di mercato favorevoli e controllo del massimo drawdown), ma garantendo una diversificazione del «rischio gestore», attraverso un’allocazione in più fondi. Obiettivi raggiungibili grazie al sistema di analisi, gestione e risk management integrati di cui si avvale Capitalgest Alternative Investments così da assicurare un controllo del portafoglio funzionale alla specifica attività di gestione. Il fondo sarà rivolto principalmente a investitori istituzionali e a gestioni private per le quali questo prodotto potrebbe sostituire la componente di portafoglio normalmente investita in strumenti azionari. In ambedue i casi l’obiettivo è offrire un’elevata esposizione ai rialzi di mercato a fronte di una protezione nei periodi di ribasso. Nata nel 2003 Capitalgest Alternative Investments conta un patrimonio in gestione pari a 310 milioni e rappresenta l’«anima speculativa» della casamadre Capitalgest che il direttore generale Sebastiano Di Pasquale ha fatto crescere fino a una forza d’urto da 19 miliardi (di cui 8,5 miliardi gestiti direttamente).