Capitalia: Abn Amro «incassa» il colpo

Strappo Geronzi-Arpe: «Teniamo d’occhio la governance e sosteniamo la crescita»

da Milano

Di fronte alle recenti mosse di Capitalia e del suo presidente Cesare Geronzi, con l’ingresso nel capitale di Vincent Bollorè e del Banco di Santander, i grandi e ormai storici soci olandesi di Abn Amro fanno buon viso a cattivo gioco. Lo ha fatto capire ieri il numero uno del gruppo olandese Rijkman Groenink, che in Capitalia è il primo socio del patto di sindacato con poco meno del 9%. E che, in occasione della presentazione dei conti del gruppo, è stato incalzato sulle questioni italiane.
È positivo che una «grande banca di qualità come il Santander» abbia «fatto un investimento» nell’istituto romano, «questo conferma che Capitalia è una banca interessante», ha detto Groenink. Un atteggiamento signorile e distaccato che non si può però sapere se dettato più da opportunità o più da debolezza. Anche se i dati consolidati 2006 forniscono un quadro rassicurante per Abn, che ha incrementato l’utile del 7,6% a 4,7 miliardi. Di certo gli olandesi sono su una posizione inattaccabile: la loro quota è sindacata nel patto che controlla il 31% del gruppo fino alla fine del 2008.
E questo permette di trattare la questione con la dovuta freddezza: «Non c’è nulla di nuovo nella nostra strategia. Credo che continueremo a rispondere allo stesso modo fino al 2008. Sosteniamo la banca, è nel giusto cammino di crescita, siamo leali soci del patto». Per questo il Banco di Santander e Vincent Bollorè «non turbano gli equilibri di Capitalia», perché «non fanno parte del patto di sindacato».
Se proprio si deve trovare un punto in cui Abn «alza» un po’ la voce si tratta della governance. O, meglio, del rapporto tra l’ad Matteo Arpe e il presidente Cesare Geronzi. Su quest’ultimo Groenink dice che «non abbiamo nessun rimpianto per il sostegno dato a Geronzi, penso che abbiamo preso questa decisione seguendo le procedure previste dalla legge, perché pensavamo fosse nell’interesse di Capitalia». Mentre a proposito di Arpe, Abn confema l’apprezzamento per il lavoro svolto dal management. In questo quadro di sostegno globale Groenink ci tiene però a sottolineare di voler tenere «sotto un occhio attento e in maniera stretta l’attenzione sulla governance di Capitalia». E sui dissapori tra Geronzi e Arpe il numero uno olandese dice che «è una cosa che ho letto sui giornali». Ma fa capire quello che è il sentimento diffuso tra tutti i maggiori azionisti, e cioè una ricomposizione dei dissapori tra i vertici è auspicabile per non frenare la crescita della banca.
Nel frattempo il Santander, sollecitato dalla Consob, ha reso noto di detenere l’1,89% di Capitalia, senza avere alcun accordo con terze parti per acquisire una partecipazione ulteriore». Mentre già alla vigilia il gruppo Bollorè ha detto di «non aver mai detenuto una quota superiore al 2%» in Capitalia. E, almeno per ora, la questione Capitalia si chiude qui. Come nei desiderata del suo presidente.